Il centro di meditazione dell’associazione Zen Soto di Novara ets/aps ha appena compiuto 25 anni.
L’associazione Zen Soto di Novara ets/aps ha compiuto 25 anni
Un’associazione che ha appena compiuto 25 anni e che promuove l’altruismo, la cura, il rispetto. Il Centro di meditazione buddhista Zen Soto di Novara ets/aps è nato il 16 ottobre 2000 e dal 2021 si è trasformato in un ente di promozione sociale del terzo settore. E’ stato fondato da Giulio Taizen Alliaudi, monaco buddista dell’ordine Zen Soto, per insegnare e far comprendere la meditazione zen attraverso incontri aperti a tutti (il lunedì sera dalle 20.30 alle 22.30, nella sede di via Fortina 3). A questo, poi, si sono aggiunti progetti con i bambini della scuola primaria della città e con il carcere di Verona (questo grazie a uno dei soci, per anni dirigente all’Asl di Vercelli che ha sviluppato contatti con quella realtà).
«In questi progetti “esterni” non parliamo assolutamente di buddismo o di religione – spiega il monaco – ma ci concentriamo sulla trasmissione dei valori universali: quelli del rispetto, del vivere in maniera armoniosa con tutto e con tutti. La risposta dei partecipanti è piena di entusiasmo e di interesse».
Alla base di tutto i valori della tradizione buddista
Valori, quelli su cui si lavora, che sono alla base della tradizione buddista.
«Budda, come lo conosciamo noi, quello “storico”, è nato in India l’8 aprile 566 a.C. e da lì è nato il buddismo che si è poi diffuso in Cina e in Giappone, dividendosi in tantissime tradizioni – spiega Alliaudi – quella alla quale appartiene lo Zen Soto è nata nel 1200 in Giappone ed è molto pragmatica. Cinque sono i precetti generali: non uccidere, non rubare, non mentire, non avere una condotta sessuale inadeguata, non alterare la mente. Ogni scuola li interpreta. Per fare un esempio: alcune scuole intendono il non alterare la mente come un invito a non bere in assoluto, lo Zen Soto invece a non eccedere. Per chi non vive in un monastero, quindi con una vita scandita, la pratica della meditazione è lasciata alla responsabilità del singolo. Budda non è dio e il concetto di divinità non appartiene al buddismo: se ci sono delle divinità noi non lo sappiamo e quindi non ce ne occupiamo. Il tempo che potremmo dedicare alla divinità lo utilizziamo invece per qualcosa di più realistico, per aumentare la nostra consapevolezza e migliorare fino all’illuminazione. Nessun ragionamento porta al senso di colpa. Non ci sono miracoli».
Un percorso aperto a tutte le fedi e religioni
Un percorso, quindi, che tutti possono approcciare e provare, senza dover abbandonare la propria fede e religione.
«E’ difficile entrare in contatto con il vero Zen Soto, praticato in modo reale – continua il monaco – come accade a Novara, perché è anche raro incontrare un centro con un monaco. Noi non ci svendiamo a pratiche commerciali. Io stesso sono stato allievo del primo maestro di Zen Soto in Italia, Fausto Taiten Guareschi, che ha fondato un monastero vicino a Salsomaggiore nel 1983. Mi sono avvicinato alla meditazione e sono stato ordinato. Gli altri componenti dell’associazione sono laici. Siamo 44 di cui 12 soci volontari che quindi svolgono diversi incarichi. Il percorso che offriamo è un modo per vivere con sempre maggiore consapevolezza di chi si è, di come comportarsi con gli altri, per trovare armonia con il tutto. Non ci sono differenze: tutto deve essere rispettato, anche un sasso. La pratica, poi, porta alla concentrazione, alla pulizia della mente per lasciar andare ciò che turba».
Per partecipare alle attività del Centro viene chiesto un contributo mensile di 10 euro «quindi la quasi gratuità, che per noi è molto importante – conclude il monaco – la nostra mission è l’altruismo, offrire qualcosa in modo altruistico e per questo chi diviene socio volontario si prende cura dell’associazione e dei progetti sociali. Un altruismo che speriamo si diffonda».
E questo è il sogno universale. Il sogno, invece, più locale, sarebbe quello di avere una sede non più in affitto ma di proprietà, per accogliere i soci che vengono da città e province diverse.