L'inchiesta

Il bando Start Up Now 2025 di Fondazione Novara Sviluppo è stato vinto da Braintex

L’intelligenza artificiale consente di risparmiare tonnellate di tessuto di scarto e di CO2, milioni di litri d’acqua e kwh di energia.

Il bando Start Up Now 2025 di Fondazione Novara Sviluppo è stato vinto da Braintex

Di recente ha vinto il bando Start Up Now 2025 indetto da Fondazione Novara Sviluppo: parliamo di Braintex, un sistema di Computer Vision AI per il controllo qualità nell’industria tessile.

Braintex ha vinto il bando Start Up Now di Fondazione Novara Sviluppo

L’intelligenza artificiale consente di risparmiare tonnellate di tessuto di scarto e di CO2, milioni di litri d’acqua e kwh di energia.
I protagonisti dell’iniziativa sono Mirko Agarla, Simone Torino, Sergio Gugliandolo, Francesco Mascarana . Sono nati nell’incubatore di Torino, con l’intenzione di creare, ognuno di loro, una startup. Si conoscono e nel 2024 iniziano a lavorare insieme. Si aggiungono poi nel 2025 Marco Buzzonetti e Andrea Gullì.
«Mirko, parlando con una operatrice del settore tessile ha raccolto la fatica e l’alienazione dello scorrere il tessuto e rilevare i difetti – racconta il Ceo Mascarana – e questo ha generato la considerazione di dover parlare con le aziende. In questo modo abbiamo compreso come il problema fosse realmente sentito e abbiamo realizzato un prototipo che andiamo a migliorare e sviluppare. Si tratta di un hardware integrabile ai macchinari esistenti, che invia le immagini al server locale dove sono analizzate da un software che le filtra e le reinvia all’operatore dedicato. Siamo partiti dal tessile perché è uno dei settori d’eccellenza del Made in Italy nel quale è ancora molto diffuso il controllo manuale e la concorrenza è limitata».
I giovani di Braintex percepiscono la difficoltà nel trasformare un’idea utile in un’idea capace di trasformarsi in capitale: «All’inizio abbiamo anche percepito della diffidenza da parte degli imprenditori – continua Macarana – e abbiamo cercato di ascoltarli il più possibile, anche per migliorare il prodotto, per superare le criticità tecniche che non ci aspettavamo, come il volare dei “pelucchi” che interferiscono con la lettura del tessuto. Le nuove generazioni sono maggiormente propense ad investire sulla tecnologia e quindi ci sono possibilità importanti». Sul lungo periodo, l’obiettivo è quello di arrivare a delle analisi predittive, senza aspettare il prodotto finito e quindi ridurre gli scarti e avvicinarsi a un “impatto zero” della produzione. «Il controllo manuale viene effettuato a fine filiera, noi lo poniamo lungo la filiera e questo permette di intervenire subito».
Il sistema è anche riadattabile ad altri settori industriali: per il 2027 i giovani novaresi pensano alle cartiere e al settore del packaging. «I riconoscimenti ricevuti (come il premio nazionale per l’innovazione 2025) ci riempiono di orgoglio ma soprattutto rendono tangibile il progresso del nostro lavoro – conclude il Ceo – anche perché l’impegno è notevole e ci sono momenti in cui dobbiamo farci forza a vicenda per non abbandonare tutto, per non sentire le difficoltà. Noi comunque siamo già stati fortunati: burocrazia a parte, non abbiamo incontrato ostacoli particolari o un ambiente avverso e non siamo tentati di migrare all’estero. Certo, non è semplice raccogliere capitali in Italia rispetto ad altri mercati ma abbiamo chiuso un round da 150mila euro e abbiamo in previsione di chiuderne un altro da 750mila».