E’ in Lombardia che si concentra la maggior parte delle idee geniali secondo i risultati di un report sull’andamento delle startup in Italia.
In Lombardia la maggior concentrazione di idee geniali e startup
«Non siamo più all’anno zero. Ma non siamo ancora al punto di svolta». Chiara Trombetta e Giampaolo Colletti di Sios (StartupItalia Open Summit), sintetizzano così, nel loro report in collaborazione con Unicredit StratLab, il concetto chiave alla base dell’andamento delle startup, che si concentrano (è bene dirlo subito) in Lombardia, tanto da rappresentare quasi la metà del numero complessivo presente in Italia.
«I numeri del 2025 raccontano bene questa fase intermedia – spiegano i ricercatori – 204 round per 1,1 miliardi di euro: più operazioni, più attività, più movimento. Eppure meno capitale rispetto al 2024. E’ il segno di un mercato che si muove, ma non accelera. I deal crescono, i capitali si concentrano e le grandi operazioni pesano quasi il 40% della raccolta complessiva. La fascia centrale – quella dove le startup dovrebbero fare il salto di scala – resta la più fragile. L’Italia investe di più in settori complessi: biotech, medtech, deeptech, fintech. E questo è un segnale di maturità, ma senza un numero sufficiente di exit, il sistema rischia di rimanere incompiuto. Le startup nascono, crescono, ma faticano a chiudere il ciclo. E senza, l’innovazione non diventa industria. In questo, l’Italia riflette un limite europeo più ampio: forte nella creazione di startup, debole nella capacità di trasformarle in campioni globali. Non manca il talento, bensì una strategia condivisa su capitali, mercati e coraggio».
La mappa geografica conferma un’Italia sbilanciata
E la mappa geografica, dunque, conferma un’Italia sbilanciata. La Lombardia è il centro gravitazionale del venture con 96 round, pari a circa il 47,3% del totale. Nessun’altra regione si avvicina a questa scala. A distanza seguono il Lazio con circa il 7,9%, poi Piemonte, Toscana, Emilia-Romagna e Veneto tra il 5% e il 7%. Il resto del Paese pesa meno: la Campania vale circa il 3,5%, Puglia e Friuli-Venezia Giulia sono attorno al 3%, quindi Liguria che si avvicina al 2% insieme a Trentino, Abruzzo, Sardegna, Sicilia; la Calabria resta tra l’1% e il 2%. La tendenza è chiara: il Nord e i distretti industriali sono il cuore dell’innovazione, mentre il Sud cresce con numeri più piccoli ma con segnali di qualità, soprattutto in fintech, software e tecnologie industriali. Il motore dell’ecosistema è la fascia 1-9 milioni, che rappresenta circa il 61,6% delle operazioni.
Qualche esempio e una fotografia ben precisa dei primi 9 mesi del 2025
Secondo i dati dell’Osservatorio di Italian Tech Alliance, nei primi nove mesi del 2025 si sono registrate 23 exit (cioè il momento in cui i fondatori e investitori monetizzano) in Italia.
Tante sono le storie nate e cresciute sul territorio del Nordovest e molte le racconta proprio Sios attraverso il premio Startup dell’Anno, che da 10 anni valorizza le realtà capaci di trasformare visione e talento in risultati concreti.
Nel 2024 si è affermata «xFarm». Matteo Vanotti, ingegnere con radici nell’azienda agricola di famiglia, scopre che non esiste uno strumento digitale capace di semplificare davvero il lavoro degli agricoltori. Decide allora di costruirlo lui: nel 2017 nasce così «xFarm Technologies» che in otto anni diventa una delle scaleup agtech più forti d’Europa, con 263 dipendenti, 550 mila agricoltori sulla piattaforma, clienti come Barilla e Parmalat e 56 milioni di euro raccolti. La svolta arriva quando Vanotti capisce che vendere direttamente agli agricoltori è troppo lento, cambia il modello di business e punta alle grandi aziende della filiera.
Ultima a vincere, invece, a dicembre 2025, «NanoPhoria», una biotech con sede a Milano impegnata nella generazione di nuove terapie per il trattamento delle malattie cardiovascolari. Fondata nel 2022 da Daniele Catalucci, Michele Iafisco, Alessio Alogna e Claudio De Luca, è uno spinoff del Consiglio Nazionale delle Ricerche italiano. L’azienda sta sviluppando una piattaforma versatile per la somministrazione nano-in-micro e dal polmone al cuore, basata su nanoparticelle di fosfato di calcio inorganico.
Nel dettaglio delle startup innovative entra una ricerca 2025 di Assolombarda: aumentano i posti di lavoro creati, più di 68mila tra 2012 e 2024 in Italia, anche se la crescita rallenta. Il quadrilatero Milano, Lodi, Monza Brianza e Pavia ospita il 21% delle startup attive, il 31% degli occupati, il 36% del fatturato e il 35% del valore aggiunto italiani. Inoltre, la produttività delle startup in questo territorio è nettamente superiore alla media nazionale, con 61.000 euro di valore aggiunto per dipendente contro 51.600 euro nel resto d’Italia. Dopo anni in cui il numero di startup ed ex-startup è aumentato maggiormente nel “Quadrilatero” rispetto al resto del Paese, i due tassi di crescita si sono allineati (al ribasso) tra 2024 e 2025. Questo è stato dovuto a una mortalità nel “Quadrilatero” leggermente superiore alla media nazionale, ma anche la percentuale di exit per acquisizione è più elevata, con il 32% del totale italiano. I dati identificano dunque un territorio competitivo, che spinge verso una maggiore selezione naturale delle startup e premia quelle più produttive, come dimostrato anche dal numero di Gazzelle (cioè le aziende che crescono più in fretta): delle 75 attive in tutta Italia, ben 38 hanno sede nel quadrilatero.