La ricerca dell'Istat

I Comuni nel Nordovest sono meno fragili ma rimane il divario Nord Sud

Il Focus di Istat, pubblicato di recente, si riferisce all’indice aggiornato al 2022 e composto da 12 indicatori elementari, che descrivono le principali dimensioni territoriali, ambientali, sociali ed economiche della fragilità comunale (come aree a rischio frane, tasso di motorizzazione, consumo di suolo, accessibilità ai servizi essenziali, raccolta indifferenziata, tasso di occupazione, presenza di popolazione giovane, incidenza delle migrazioni, occupazione).

I Comuni nel Nordovest sono meno fragili ma rimane il divario Nord Sud

Nel Nordovest il miglioramento più importante dell’indice di fragilità dei Comuni.

Comuni meno fragili nel Nordovest il risultato migliore

Diminuisce la fragilità dei Comuni ma resta profondo il divario tra Nord e Sud, continuando così a raccontare un’Italia divisa che procede a due velocità diverse. Il miglioramento più importante avviene proprio nel Nordovest (+23,3% è la crescita della popolazione che vive nei comuni con fragilità minima o molto bassa) in particolare in Valle d’Aosta e Lombardia. In termini di Comuni invece le differenze più consistenti si rilevano in Lombardia, Marche e Umbria (+10%). La quota, però, più elevata di Comuni dove invece si registra un aumento del livello di fragilità rispetto al 2018 si osserva in Piemonte e in Toscana, rispettivamente nel 2022 quote pari al 18,3% e il 17,2% dei Comuni di ciascuna regione.

In Italia i Comuni con fragilità massima o molto alta sono 1.200

Sono, dunque, 1.200 i Comuni italiani che presentano livelli di fragilità massima o molto alta: il 14,9% del totale dove risiede poco meno dell’8% della popolazione nazionale. I Comuni con livelli di fragilità minima o molto bassa sono invece oltre un quarto (26,8%) e vi risiede poco meno del 45% della popolazione. Il Focus di Istat, pubblicato di recente, si riferisce all’indice aggiornato al 2022 e composto da 12 indicatori elementari, che descrivono le principali dimensioni territoriali, ambientali, sociali ed economiche della fragilità comunale (come aree a rischio frane, tasso di motorizzazione, consumo di suolo, accessibilità ai servizi essenziali, raccolta indifferenziata, tasso di occupazione, presenza di popolazione giovane, incidenza delle migrazioni, occupazione). Il concetto di fragilità dei comuni è inteso, dunque, come l’esposizione di un territorio ai rischi di origine naturale e antropica e alle condizioni di criticità connesse con le principali caratteristiche demo-sociali della popolazione e del sistema economico-produttivo.

I valori più critici nelle Isole e al Sud

I valori più critici, dunque si registrano nelle Isole e al Sud (32,8% dei Comuni, con punte del 60,4% in Calabria), i Comuni che “stanno meglio” si concentrano nel Nordest con (59%) con maggiore concentrazione a Trento, Bolzano e Veneto. L’incidenza dei Comuni con livelli di fragilità massima o molto alta diminuisce con l’incremento della dimensione demografica mentre aumenta al crescere del grado di perifericità dei Comuni in termini di accesso ai servizi essenziali: valori massimi nei Comuni fino a 1.000 abitanti (circa 23%) e in quelli più periferici (25,7% periferici e ultraperiferici e quasi il 20% della popolazione). I risultati osservati sono riconducibili a un miglioramento di quasi tutti gli indicatori elementari dell’indice composito ed è più sostenuto per quelli di pressione antropica, in particolare per il tasso di motorizzazione ad alta emissione e la raccolta indifferenziata dei rifiuti urbani. Per il consumo di suolo i territori più virtuosi sono localizzati prevalentemente nella fascia alpina e caratterizzano largamente le Province autonome di Trento e Bolzano/Bozen, mentre contesti socio-economicamente più sviluppati, ma caratterizzati da un’elevata pressione antropica, sono largamente diffusi in corrispondenza delle aree più urbanizzate e produttive del Centro e del Nord, soprattutto in Veneto e Lombardia. Tra gli indicatori ambientali, i differenziali territoriali risultano evidenti anche rispetto alla produzione e gestione dei rifiuti urbani. In questo ambito, i Comuni più virtuosi si confermano nel Nordest, dove circa un quinto presenta bassi livelli di fragilità e una gestione efficiente dei rifiuti. Situazioni di criticità ambientale riconducibile a elevati livelli di raccolta indifferenziata pro capite, pur associata a territori non fragili, sono diffuse nel Nord e nel Centro (soprattutto in Liguria e Toscana dove riguardano circa il 12% dei Comuni), in contesti generalmente associati alle aree urbane o costiere a forte attrattività turistica.