La denuncia

Gli operatori sanitari denunciano un allarme violenza crescente: in Piemonte nel 2024 oltre 1.000 aggressioni

Nel 2024, in Piemonte, sono state registrate 1.040 aggressioni verbali e 361 aggressioni fisiche ai danni del personale sanitario. Nei primi dieci mesi del 2025, solo negli ospedali della Città di Torino, si contano 290 aggressioni, di cui 93 fisiche. Un incremento del 53% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, a fronte di un sommerso stimato che riguarda circa il 72% degli episodi, mai formalmente denunciati.

Gli operatori sanitari denunciano un allarme violenza crescente: in Piemonte nel 2024 oltre 1.000 aggressioni

Gli operatori sanitari del Piemonte e della Valle d’Aosta denunciano un crescente clima di violenza nei loro confronti: il tavolo di Nursing Up per fare il punto della situazione.

Operatori sanitari e violenza: la denuncia dal Piemonte e dalla Valle d’Aosta

Violenza contro gli operatori sanitari: i dati sono allarmanti. Nel 2024, in Piemonte, sono state registrate 1.040 aggressioni verbali e 361 aggressioni fisiche ai danni del personale sanitario. Nei primi dieci mesi del 2025, solo negli ospedali della Città di Torino, si contano 290 aggressioni, di cui 93 fisiche. Un incremento del 53% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, a fronte di un sommerso stimato che riguarda circa il 72% degli episodi, mai formalmente denunciati. Nell’Asl astigiana, invece, si è registrato un calo che non deve però far abbassare la guardia: nel 2022 sono stati registrati 74 episodi di aggressione, di cui 30 fisici; nel 2023 gli eventi sono scesi a 49, con 13 aggressioni fisiche. Nel 2024 i casi sono stati 54, di cui 4 fisici. Nel 2025, fino alla data di ieri, si contano 35 episodi, con 5 aggressioni fisiche.

L’incontro con i le istituzioni regionali, gli ordini e le direzioni sanitarie

Nursing Up Piemonte e Valle d’Aosta ha organizzato un incontro sul tema, che ha riunito rappresentanti delle istituzioni regionali e locali, degli Ordini professionali, delle direzioni sanitarie e del mondo accademico, con l’obiettivo di affrontare in modo strutturale un fenomeno in costante crescita.

«Le aggressioni contro infermieri, professionisti sanitari e Oss non sono eventi isolati, ma il risultato di un insieme di fattori che includono sovraffollamento delle strutture, carenze di personale, carichi di lavoro insostenibili e una riorganizzazione territoriale ancora in fase di assestamento. Tutto questo espone quotidianamente i lavoratori a situazioni di rischio che incidono sul loro benessere fisico e psicologico e, di conseguenza, sulla qualità dell’assistenza ai cittadini – ha affermato Claudio Delli Carri, segretario regionale del Nursing Up Piemonte e Valle d’Aosta – «Servono misure immediate e strutturate: maggiore sicurezza nei pronto soccorso e nei reparti più esposti, supporto psicologico continuativo per chi subisce aggressioni, formazione obbligatoria sulla gestione delle situazioni critiche, sistemi di monitoraggio efficaci e una presenza rafforzata delle forze dell’ordine nelle fasce orarie più delicate. La tutela degli operatori non può essere demandata ai singoli presidi».

I protocolli con le Prefetture e le Questure

La Regione Piemonte ha firmato protocolli con Prefetture e Questure per rafforzare la collaborazione nelle situazioni più critiche, avviato una gara d’appalto per garantire la presenza di guardie armate nei pronto soccorso e, attraverso Azienda Zero, una consultazione preliminare di mercato per individuare soluzioni tecnologiche avanzate come sistemi di videosorveglianza e allarme nonché introdotto figure dedicate alla gestione dei conflitti, il supporto delle associazioni di volontariato e, nei contesti più complessi, la presenza dello psicologo a supporto di pazienti, familiari e operatori. «Se il cittadino percepisce l’infermiere come un alleato e non come un avversario nella gestione della domanda di assistenza, cambia anche il clima relazionale. Il rispetto nasce da questa consapevolezza, e senza rispetto non può esserci sicurezza né qualità assistenziale» ha aggiunto intervenuto Ivan Bufalo, presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Torino e coordinatore regionale Opi Piemonte.

I dati internazionali dell’Oms

A livello internazionale, l’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che tra l’8% e il 38% dei professionisti sanitari subisca almeno un episodio di violenza fisica nel corso della carriera, mentre minacce e aggressioni verbali risultano ancora più frequenti. Una metanalisi internazionale indica che fino al 62% degli operatori sanitari ha sperimentato violenza sul posto di lavoro, prevalentemente sotto forma di abuso verbale, minacce e molestie. «In Italia, tra il 2019 e il 2023, gli operatori più frequentemente coinvolti risultano gli infermieri, che rappresentano oltre il 76% degli episodi segnalati, seguiti da medici e altri professionisti sanitari. La violenza verbale è la forma più diffusa, ma non vanno sottovalutati gli episodi fisici e quelli misti – ha concluso Beatrice Albanesi, ricercatrice del Dipartimento di Scienze della Sanità Pubblica e Pediatriche dell’Università di Torino – Un elemento critico resta la sotto-segnalazione: le stime indicano che il 70-80% degli episodi potrebbe non essere denunciato, rendendo il fenomeno in parte invisibile».