Milano e Roma sono le aree dove le case sono più care che nel resto d’Italia.
A Milano le case più care che nel resto d’Italia
E’ Milano la città dove, assieme a Roma, le case costano di più che nel resto d’Italia. A stabilirlo è una ricerca dell’ufficio studi di Tecnocasa, che rivela anche come la disponibilità di spesa degli italiani si concentri maggiormente nella fascia degli immobili fino a 119mila euro. Per Milano la concentrazione della disponibilità di spesa (il 25,5% del totale) si sposta nella fascia tra i 250mila euro e i 349mila euro. A Roma la quota è del 25%. Il totale nazionale delle grandi città scende lievemente al 23,6%, ma riguarda – come si diceva – la fascia fino ai 119mila euro, la più bassa.
«Da segnalare – così dall’Ufficio studi della nota agenzia immobiliare – come a Milano ci sia stato un incremento dello 0,6 % della concentrazione delle richieste nella fascia di spesa compresa tra 250 e 349mila euro».
Nel Nordovest la disponibilità di spesa è inferiore ai 119mila euro
I territori del Nordovest registrano «Nei capoluoghi di regione che non sono grandi città – scrivono gli operatori di Tecnocasa – il 42,9% dei potenziali acquirenti dichiara di avere una disponibilità di spesa inferiore a 119mila euro. La percentuale è invariata rispetto a gennaio 2025 e la concentrazione più alta si tocca a Perugia con il 67,7% e Campobasso 77,3%».
La ricerca ha stilato anche un focus sulle città piemontesi: la concentrazione più elevata in assoluto è registrata, nel 2025, nella città di Alessandria dove l’89,1% della clientela intervistata ha avuto una disponibilità di spesa inferiore ai 119mila euro. La fascia economica inferiore rimane comunque quella più frequente in tutte le rilevazioni: si va dal 38% di Torino (la quota inferiore) agli 85,4% di Biella, passando dal 66,9% di Novara. Al polo opposto le città piemontesi riservano percentuali decimali: ad avere una disponibilità di spesa superiore ai 629mila euro sono lo 0,8% dei clienti di Torino e lo 0,3% di Biella e Alessandria: nelle altre città la platea di acquirenti si ferma a cifre decisamente inferiori (la fascia rappresentata in tutte le città piemontesi è quella tra i 250mila euro e i 349mila euro).