La gita fuori porta di questa settimana ci porta a Cuneo, nel cuore del Piemonte.
A Cuneo, nel cuore del Piemonte, la gita della settimana
Cuneo è una città ricca di storia, cultura e bellezze naturali. Un itinerario di visita non può non iniziare da piazza Galimberti, il cuore pulsante della città: rettangolare, è circondata da edifici porticati in stile neoclassico e ospita il mercato settimanale del martedì, uno dei più grandi e antichi del Piemonte. E’ dedicata a Tancredi Galimberti, eroe della Resistenza italiana. Al n° 6 si trova, in quella che fu la sua casa, il Museo e la Biblioteca della famiglia Galimberti. All’esterno dei portici davanti al Museo, una lapide riporta una citazione del famoso discorso che Duccio Galimberti pronunciò il 26 luglio 1943 dalla terrazza della sua abitazione. Da qui si può passeggiare verso via Roma, la principale arteria del centro storico, fiancheggiata da palazzi, negozi di alta qualità e caffè accoglienti, insomma, il luogo ideale per fare shopping e assaporare le delizie gastronomiche locali. E’ bene affacciarsi all’interno del Duomo, dedicato a santa Maria del Bosco: costruito nel XVII secolo su una chiesa preesistente, presenta una facciata neoclassica e un interno riccamente decorato con affreschi, stucchi e altari barocchi; sotto la Cappella di San Giuseppe, vi è la Cripta dove sono sepolti i vescovi di Cuneo. E per gli appassionati, nell’ex chiesa di San Sebastiano, vi è il Museo Diocesano che ospita una ricca collezione di arte sacra e reperti storici che raccontano la storia della diocesi di Cuneo. Il museo è suddiviso in diverse sezioni che coprono periodi storici differenti, dal Medioevo al Rinascimento; si possono ammirare dipinti, sculture, paramenti liturgici e oggetti sacri di grande valore artistico e storico.
E per la pausa culinaria?
Da non perdere gli Agnolotti del Plin: il loro nome deriva dal termine dialettale plin, che significa “pizzicotto”, riferito al gesto con cui la pasta viene chiusa per formare piccoli ravioli ripieni di carne. La sfoglia sottile e all’uovo racchiude un ripieno preparato con carni miste (vitello, maiale e coniglio), spinaci e Parmigiano Reggiano. La versione tradizionale prevede che gli Agnolotti del Plin vengano serviti con sugo d’arrosto; in alternativa, possono essere conditi con burro e salvia. Tipici anche gli agnolotti al Castelmagno e i Tajarin (sottilissimi tagliolini all’uovo, caratterizzati da un impasto ricco, che prevede un alto numero di tuorli) da condire a piacimento. Il Brasato al Barolo è uno dei secondi piatti più celebri della cucina cuneese e piemontese, un vero e proprio simbolo della tradizione gastronomica della regione. Si tratta di un arrosto di manzo, generalmente Fassona Piemontese, cotto lentamente nel Barolo, uno dei vini più prestigiosi d’Italia. E poi ancora, il salame cotto, il Castelmagno, la Paglierina (formaggio a pasta molle), senza dimenticare i dolci come i Cuneesi al Rhum con guscio croccante al cioccolato e la torta di nocciola preparata senza burro e senza olio. Il tutto accompagnato da vini bianchi e rossi del territorio.
Da Cuneo si può partire anche per esplorare il circondario
Cuneo non è solo una città ricca di attrazioni ma è anche il punto di partenza ideale per esplorare i dintorni. poco distante dalla città si può arrivare al Santuario di Santa Maria degli Angeli che offre una vista incantevole anche sulle montagne circostanti; costruito nel XVII secolo, il santuario è noto per la sua architettura barocca e per gli splendidi affreschi che decorano l’interno. A pochi chilometri da Cuneo si trova anche il Castello della Manta. Costruito nel XIII secolo come avamposto militare, il castello per 400 anni fu la residenza dei conti Saluzzo della Manta. Nel Quattrocento il colto e illuminato Valerano, signore e reggente del Marchesato di Saluzzo, la trasformò in una raffinata dimora nobiliare. fu lui a commissionare gli affreschi della Sala Baronale, capolavoro della pittura tardogotica europea; cavalieri, eroine, miti e simboli prendono vita in una narrazione vibrante, ispirata al romanzo “Le chevalier errant”, scritto da Tommaso III. Sulla parete sud è raffigurata la leggendaria Fontana della Giovinezza, mentre sul lato opposto sfilano Nove Prodi e Nove Eroine dell’antichità classica che, in abiti quattrocenteschi, raffigurano gli ideali cavallereschi delle virtù militari e morali. Intorno alla metà del XVI secolo, il complesso quattrocentesco fu oggetto di nuove trasformazioni. A questo periodo risalgono il Salone delle Grottesche e la Galleria, riportati alla luce grazie a un attento restauro. Trasformato poi in ospedale militare, il castello fu riportato al suo splendore nell’Ottocento dai conti Radicati. Nel 1985 la contessa Elisabetta De Rege Provana lo donò al Fai. Attraversando il cortile interno, si scoprono le antiche cucine e le cantine. Ai piedi del Castello sorge la chiesetta della Vergine, scrigno di un secondo ciclo di affreschi dedicato alla Passione di Cristo. La visita si conclude nel parco, ampio e ombreggiato, da cui si gode di un’incantevole vista sulle colline della val Varaita.
E ancora, a un’ora di auto da Cuneo si possono visitare le Grotte di Bossea, con concrezioni spettacolari e laghi sotterranei: prima grotta turistica italiana, fu aperta alla visita del pubblico nel 1874, godendo subito di grande fama in Italia e all’estero e di un grande afflusso di visitatori. La grotta ha restituito, fin dalle prime esplorazioni, accumuli di ossa di orsi spelei, grandi plantigradi estinti, vissuti durante il periodo dell’Era Quaternaria e qui presenti all’incirca fra gli 80mila e i 12mila anni fa. Nella “Sala dell’Orso” è visibile al pubblico una ricostruzione scheletrica.