Cultura

A Mantova un nuovo museo diventa lo scrigno dell’arte contemporanea

«Per me Mantova è sempre stato un luogo particolarmente significativo, una città che visitai con Ileana e Michael e al nostro amico Attilio Codognato circa cinquant’anni fa - dichiara Antonio Homem, figlio adottivo di Ileana e Michael Sonnabend - Ci innamorammo subito: della città stessa, della sua architettura e delle splendide opere rinascimentali che già custodisce. Sono profondamente felice che questa mostra, che rappresenta un ritratto di Ileana e Michael così come di me stesso in qualità di collezionisti, ripercorra anche la storia delle attività della Sonnabend Gallery nel corso degli anni».

A Mantova un nuovo museo diventa lo scrigno dell’arte contemporanea

Il Palazzo della Ragione di Mantova accoglie la Sonnabend Collection dal 29 novembre un nuovo museo di arte contemporanea.

Nuovo museo d’arte contemporanea a Mantova con la Sonnabend Collection

Tra le sale completamente restaurate di un palazzo medievale è nato un museo dedicato a una delle più straordinarie collezioni d’arte contemporanea: il Palazzo della Ragione accoglie la Sonnabend Collection Mantova.  Il percorso espositivo, curato da Antonio Homem e Mario Codognato, si sviluppa come una narrazione continua che restituisce lo sguardo pionieristico di Ileana Sonnabend e la sua capacità di anticipare le trasformazioni dell’arte contemporanea tra Stati Uniti ed Europa. Undici sale che accompagnano il pubblico in un percorso cronologico e tematico dal secondo dopoguerra a oggi. Le 94 opere esposte, tra dipinti, sculture, installazioni, fotografie e opere concettuali, compongono un racconto che mette in luce il ruolo di Sonnabend come mediatrice tra mondi, linguaggi e generazioni.

Il percorso

La prima sala si apre sulle origini della collezione, ponendo l’accento sul momento di transizione dall’Espressionismo Astratto al nuovo interesse per la rappresentazione della realtà emerso alla fine degli anni Cinquanta con opere di Jasper Johns, Robert Rauschenberg, Cy Twombly e James Rosenquist, di Jim Dine e John Chamberlain, Mario Schifano e Michelangelo Pistoletto, Arman e Christo. La seconda sala è dedicata alla Pop Art con James Rosenquist, Andy Warhol, Tom Wesselmann e Roy Lichtenstein, Claes Oldenburg e George Segal. Si prosegue esplorando esplora il Minimalismo degli anni Sessanta con, tra gli altri, Donald Judd e Robert Morris, Larry Bell e John McCracken. Ci si concentra poi sulle ricerche degli anni Sessanta che sviluppano e superano il Minimalismo, concentrandosi sul rapporto con lo spazio e la dialettica tra forma e materiale insieme a Robert Morris, Bruce Nauman, Richard Serra e Keith Sonnier. La quinta sala celebra l’Arte Povera italiana, introdotta da Ileana Sonnabend alla fine degli anni Sessanta grazie al suo legame privilegiato con l’Italia e alla conoscenza diretta degli artisti torinesi e piemontesi, in particolare attraverso Michelangelo Pistoletto e la vivace scena artistica di Torino. La selezione di questa sala include Jannis Kounellis, Gilberto Zorio, Mario Merz, Giovanni Anselmo, Pier Paolo Calzolari e Giulio Paolini. La sesta sala esplora le ricerche artistiche degli anni Settanta tra performance, fotografia e concettualismo con John Baldessari, Gilbert & George, Vito Acconci, Christian Boltanski, Piero Manzoni, Bernd e Hilla Becher. Si continua mettendo in luce l’esplorazione dei linguaggi sperimentali degli anni Settanta tra pratiche performative, fotografiche e video con William Wegman, Boyd Webb, Andrea Robbins e Max Becher, Luigi Ontani, Anne e Patrick Poirier, Hiroshi Sugimoto, Richard Artschwager. L’ottava sala racconta le ricerche artistiche degli anni Ottanta, caratterizzate dall’ambiguità della percezione e dal superamento dell’umano: Terry Winters e Carroll Dunham, Peter Fischli e David Weiss, Robert Feintuch, Rona Pondick. La nona sala esplora il dialogo tra fotografia e pittura, mostrando come il medium fotografico possa confrontarsi con la storia della pittura senza annullarla con Candida Höfer, Elger Esser e Lawrence Beck, Clifford Ross, Matthias Schaller. Si esplora poi esplora il Neo-Espressionismo tedesco con Anselm Kiefer, Jörg Immendorff e A.R. Penck. Si chiude il percorso con Jeff Koons, Haim Steinbach e Ashley Bickerton, protagonisti della stagione Neo-Geo americana degli anni Ottanta.
In occasione dell’apertura, il museo ospita anche un focus temporaneo dedicato agli Screen Tests di Andy Warhol, ritratti filmati di un centinaio di personaggi diversi realizzati tra il 1963 e il 1966.

L’espo