Cultura

Il Milano Centrale Festival trasforma la città all'insegna dell'arte contemporanea

Tutte le iniziative sono a ingresso libero.

Il Milano Centrale Festival trasforma la città all'insegna dell'arte contemporanea
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Tempo di segnarsi qualche data in agenda. Dal 3 al 5 ottobre terza edizione del Milano Centrale Festival: una rassegna di arte contemporanea, in cui fotografie, video-arte, installazioni, editoria d’artista, performance, talk, laboratori per bambini che animeranno l’area orientale di Milano, dalla Stazione Centrale lungo il Naviglio della Martesana.

Con il Milano Centrale Festival l'arte contemporanea ridisegna la città

Opere ospitate in una lavanderia self-service, nella chiesa Santa Maria Goretti, da BiG-Borgo intergenerazionale Greco - un’esperienza di abitare collaborativo -, in un locale dedicato al cabaret come Zelig, al Nuovo Anfiteatro Martesana, sulle pareti di un palazzo, in un luogo di socialità come Spazioxnoi, nel concept store Art&Design24, o ancora in uno studio d’artista che diventa una camera ottica site specific con una finestra/obiettivo che si affaccia sul Binario 1 della Stazione Centrale e ritrae live lo svolgersi degli accadimenti sul binario.
E poi quei luoghi che caratterizzano l’identità artistica del quartiere: prima fra tutti la Biblioteca Morando di Cineteca Milano, la più antica cineteca italiana, cuore della manifestazione, in cui si tengono incontri con gli artisti, talk, mostre e video proiezioni, la Biblioteca di Gorla, gallerie d’arte, studi d’artista, studi d’architettura, spazi espositivi giovani e dinamici.

«Con il Milano Centrale Festival ci proponiamo di promuovere e valorizzare la cultura artistica e l’arte contemporanea particolarmente interessata alle sperimentazione del linguaggio fotografico e video – racconta Luca Panaro, direttore artistico del Festival - e di valorizzare l’identità di quell’area milanese che dalla Stazione Centrale prosegue lungo il tratto della Martesana, e di una comunità d’arte già presente e attiva sul territorio. Siamo particolarmente interessati alle sperimentazione del linguaggio fotografico e video e a quegli artisti che riflettono sulla potenzialità del mezzo: non raccontano storie, non troveremo nelle loro opere uno storytelling, ma piuttosto mostrano come la fotografia, il cinema, la video-arte ci permettono di vedere la realtà in una maniera diversa».

Paolo Ventura, nelle sue opere dedicate all’area urbana intorno al Naviglio Martesana, ritrae paesaggi che risultano spogli e forse proprio per questo evocano meraviglia e stupore. Il legame con la memoria storica lo troviamo nella mostra di Irene Mele; Julia Carrillo trasfigura gli elementi naturali attraverso il mezzo fotografico; il ruolo dell’artista nella società di oggi è indagato da Maurizio Finotto attraverso una serie di ex voto; Fabio Sandri dialoga con la rappresentazione della nostra immagine; Matteo Girola espone una raccolta di ritratti d’archivio; Roberto Cavazzuti indaga il rapporto tra vero e falso attraverso l’impiego dell’intelligenza artificiale.
Tutte le iniziative sono a ingresso libero.