L'inchiesta

L’obiettivo della Uiltucs: “Fermare il lavoro povero e atipico”

Nel 2023 i lavoratori a termine sono pari a 3.272.983, e gli stagionali a 625.015. Le donne precarie crescono nello stesso periodo del 75,3% a fronte del + 7,9% delle lavoratrici stabili; crescono del 67,3% gli uomini precari a fronte del +11,1% degli stabili.

L’obiettivo della Uiltucs: “Fermare il lavoro povero e atipico”

Fermare la deriva del lavoro povero e lo sfruttamento: è l’obiettivo della Uiltucs, la Uil del terziario, il sindacato che sottoscrive 28 Ccnl applicati a più di 6 milioni di lavoratrici e lavoratori, e che ha fornito alcuni dati importanti.

Il lavoro povero precario e atipico nei servizi raggiunge quota 34,7%

L’incidenza del lavoro precario e atipico nei servizi raggiunge il 34,7%, attestandosi al 50% nella ristorazione. Tra il 2015 e il 2023 la crescita degli occupati è trainata dai lavoratori a termine con un +70,2%, e dagli stagionali (+78,6%). Nel 2023 i lavoratori a termine sono pari a 3.272.983, e gli stagionali a 625.015. Le donne precarie crescono nello stesso periodo del 75,3% a fronte del + 7,9% delle lavoratrici stabili; crescono del 67,3% gli uomini precari a fronte del +11,1% degli stabili. Sono le attività ad alta precarizzazione a registrare i livelli retributivi più esigui che, nella ristorazione, si attestano a circa 10mila euro annui lordi per i lavoratori stabili, a 5.500 euro per quelli a termine, e 7.100 per gli stagionali. Nei servizi il part-time significa in molti casi condanna al lavoro povero. La retribuzione media di 600mila part-time involontari su oltre un milione tra turismo, commercio e servizi, infatti, è di 11.718 euro lordi annui. Rilevante è il divario di genere dovuto all’inquadramento contrattuale. La retribuzione media delle lavoratrici precarie del terziario si attesta a 9.212 euro lordi annui contro i 10.785 euro degli uomini.  Ci sono poi lavoratrici e lavoratori che fanno lo stesso lavoro, hanno un’identica mansione, ma una differenza di stipendio che, in un anno, può arrivare anche a oltre 7mila euro. Si tratta di chi è assunto con contratto pirata, e uno assunto con Ccnl sottoscritto dalla Uiltucs, con gli altri sindacati.

2 milioni di lavoratori non sanno quale Ccnl hanno applicato

In Italia, infine, il tasso di copertura della contrattazione nel terziario è ben sotto all’80% dei dipendenti: c’è una “zona grigia” di quasi 2 milioni di lavoratori nel terziario per i quali non si sa quale è il Ccnl applicato.

«La gabbia del bisogno è un cubo grigio che ci ruba i sogni, per gli orari impossibili, programmati di settimana in settimana su fasce che impediscono un secondo lavoro, per le poche ore di lavoro che condannano 600mila part-time involontari, in prevalenza giovani e donne a povertà salariale e previdenziale – ha affermato il segretario generale, Paolo Andreani (nella foto) – Spesso si tratta dell’unico reddito in famiglia. Siamo intrappolati dentro una stanza nella quale la luce ci veste a strisce, che ci costringe a una vita squilibrata, nel rapporto tra lavoro e tempo libero, senza poter fare un mutuo, ne acquistare una casa. E’ in questo stretto contesto, che un milione di stage, 700mila stagionali a vita e oltre 3 milioni di tempi determinati perenni, sono intrappolati. Si tratta di un capitale umano, messo solo a produttività, per rendere maggiormente competitive e redditive le imprese» .

L’assemblea nazionale UILTuCS ha visto il lancio della “Proposta 25-50-100” che si incentra su tre richieste contrattuali: l’incremento del part time minimo a 25 ore, la paga oraria incrementata la domenica del 50%, e nei festivi del 100%, l’obbligo per le aziende di dichiarare il contratto applicato. Noi ci batteremo per fare in modo che il lavoro possa tornare a essere strumento di emancipazione e mobilità sociale».