Il rapporto

Università nel rapporto di Fondazione Italia Education: Milano guida tra le grandi, Piemonte Orientale brilla nelle classifiche disciplinari

La Lombardia presenta una pluralità di atenei pubblici e privati, con Milano come principale polo di attrazione; il Piemonte combina grandi istituzioni, politecnici e università di dimensioni più contenute, capaci di affermarsi in specifici ambiti; la Liguria ha nel sistema universitario genovese il proprio principale riferimento.

Università nel rapporto di Fondazione Italia Education:  Milano guida tra le grandi, Piemonte Orientale brilla nelle classifiche disciplinari

Il confronto tra Piemonte, Lombardia e Liguria racconta tre realtà universitarie differenti: a evidenziarlo è il rapporto sull’Indice di Qualità e Attrattività di Fondazione Italia Education, che prende in esame 81 atenei non telematici nell’anno accademico 2024/2025, utilizzando come riferimento i dati del ministero dell’Università e della Ricerca. L’indice non pretende di stabilire quale università sia in assoluto la migliore. Combina, invece, indicatori relativi all’internazionalizzazione, alla capacità di attrarre studenti, al radicamento territoriale, al profilo dell’istituzione e agli esiti considerati dalla metodologia. Le graduatorie vengono costruite separatamente per dimensione e tipologia degli atenei, evitando di mettere sullo stesso piano università con caratteristiche strutturali differenti.

E’ proprio questa impostazione a rendere interessante il confronto tra le tre regioni. La Lombardia presenta una pluralità di atenei pubblici e privati, con Milano come principale polo di attrazione; il Piemonte combina grandi istituzioni, politecnici e università di dimensioni più contenute, capaci di affermarsi in specifici ambiti; la Liguria ha nel sistema universitario genovese il proprio principale riferimento.

Pavia e Piemonte Orientale ai vertici delle rispettive fasce

Nella graduatoria generale degli atenei statali di medie dimensioni, il risultato più significativo per il territorio è quello dell’Università di Pavia, che si colloca al primo posto nazionale con un punteggio IQA di 76. Alle sue spalle figura L’Aquila con 75 punti, mentre Messina e l’Università Politecnica delle Marche condividono la terza posizione con 72. Pavia si conferma così un riferimento importante nella fascia delle università che non appartengono al gruppo dei grandi atenei. Il Piemonte esprime un risultato altrettanto rilevante tra le istituzioni statali di piccole dimensioni. L’Upo è prima in Italia con 73 punti, davanti a Siena, che ne totalizza 72, e a Tuscia, con 71. Il dato segnala la capacità dell’ateneo piemontese di emergere nel confronto con istituzioni di dimensioni analoghe, senza che la minore scala organizzativa si traduca necessariamente in una posizione marginale. La Lombardia può contare anche sul contributo dell’Università dell’Insubria, che compare in diverse graduatorie disciplinari, mentre Bergamo e Brescia si distinguono in specifici ambiti. La presenza di più istituzioni con profili differenti amplia le possibilità di scelta e rende il panorama regionale meno dipendente da un singolo ateneo. Sul versante ligure, l’Università di Genova rientra nella fascia dei grandi atenei statali e ottiene 67 punti nell’IQA generale, collocandosi al 10º posto a pari merito con Catania, Palermo e Roma Tor Vergata. Il risultato la inserisce tra le istituzioni presenti nella parte alta della graduatoria, pur a distanza dai punteggi di Bologna e Roma Sapienza, entrambe prime con 83 punti, e di Padova, terza con 81.

Politecnico di Milano davanti a Torino, ma il Piemonte si difende nelle specializzazioni

Tra le tre regioni, la competizione più evidente riguarda il settore politecnico: quello di Milano conquista il primo posto con 73 punti, seguito da Torino con 69. Bari, terzo, si ferma a 45 punti. In Economia, invece, è l’Università di Torino a raggiungere il primo posto tra i grandi atenei, con un IQA di 85 e 2.674 immatricolati. Supera Bologna e Milano-Bicocca, entrambe a quota 84, confermando la capacità del polo torinese di competere con le principali università italiane in un ambito strategico per il tessuto produttivo del Nordovest. Anche il Piemonte Orientale si mette in evidenza: nel gruppo Economico, tra gli atenei di piccole dimensioni, conquista il primo posto con 79 punti e 785 immatricolati, davanti a Napoli Parthenope, che registra 74 punti. È un risultato che mostra come l’ateneo possa esprimere una presenza significativa anche al di fuori dei grandi centri universitari.La stessa università primeggia nel gruppo Medico-Sanitario e Farmaceutico tra gli atenei statali di piccole dimensioni, con 83 punti e 578 immatricolati. In questo caso precede Siena e Catanzaro, entrambe a 69 punti. Il dato rafforza il profilo del Piemonte Orientale come istituzione capace di ottenere risultati elevati in più aree disciplinari, senza disporre della scala organizzativa dei maggiori atenei italiani.

Milano primeggia nelle discipline scientifiche e nelle università private

La Lombardia mostra i risultati più significativi quando si considerano sia gli atenei pubblici di grandi dimensioni sia il sistema privato. Nel gruppo Scientifico, l’Università di Milano è prima tra i grandi atenei con 92 punti e 1.540 immatricolati. Precede Bologna, a 91, e Padova, a 89. Milano-Bicocca si colloca a sua volta al quarto posto con 86 punti, a pari merito con Napoli Federico II. La presenza di due università milanesi ai vertici della stessa graduatoria testimonia la consistenza dell’offerta scientifica cittadina. Il panorama lombardo è ulteriormente rafforzato dalle università non statali. Nella graduatoria generale di questa categoria, la Bocconi occupa il primo posto nazionale con 73 punti, davanti alla Luiss di Roma con 71 e alla Cattolica di Milano con 66. La Iulm, a Milano, totalizza 54 punti.

Genova compete su scala nazionale

Il rapporto assegna a Genova 65 punti nel macro-indicatore di internazionalizzazione, che la colloca al 7º posto tra i grandi atenei, alle spalle di Bologna, Padova, Sapienza, Milano, Firenze e Pisa. Genova concentra la propria presenza universitaria principalmente intorno a un solo grande ateneo, che mantiene una posizione competitiva sul fronte dell’internazionalizzazione. La differenza tra i tre sistemi emerge anche osservando le città universitarie. Nella fascia delle città italiane con oltre 500mila abitanti, Milano è prima con 76 punti IQA, Torino seconda con 75 e Genova sesta con 59. Il rapporto attribuisce a Milano una popolazione di 1.397.715 abitanti, otto atenei e 195.223 iscritti; a Torino 848.196 abitanti, tre atenei e 114.273 iscritti; a Genova 558.930 abitanti, un ateneo e 31.610 iscritti.

Il confronto

l dato più interessante, in definitiva, non è la ricerca di un vincitore assoluto tra le tre regioni, ma la varietà dei risultati. Milano si distingue per la forza del suo ecosistema universitario e per le performance scientifiche; Torino emerge in discipline come Economia e Scienze motorie; Pavia e Piemonte Orientale dimostrano che anche università di dimensioni intermedie o ridotte possono raggiungere posizioni di vertice. Genova completa il quadro con un profilo internazionale riconoscibile.