Il potenziale della transizione energetica, per il Nordovest, si misura anche nei lavori da realizzare sul territorio: quadri elettrici da aggiornare negli stabilimenti industriali, sistemi di riscaldamento da rendere più efficienti, illuminazione da sostituire, edifici pubblici da dotare di tecnologie per controllare consumi e impianti. Interventi che coinvolgono installatori, progettisti, distributori di materiale elettrico e imprese specializzate, con ricadute dirette sulla filiera locale. Il mercato italiano dell’impiantistica vale 92,3 miliardi di euro di produzione, pari al 27,3% del volume d’affari delle costruzioni, e si colloca al secondo posto in Europa dopo la Germania. Nel 2024 l’export ha raggiunto 23,3 miliardi, in crescita del 31,3% rispetto al 2019. Una filiera che riguarda da vicino Piemonte e Lombardia, grazie alla presenza di distretti manifatturieri, edifici produttivi e un patrimonio immobiliare che richiede interventi di ammodernamento. E’ il quadro emerso dall’incontro organizzato il 15 ottobre a Milano da Comoli Ferrari, azienda nata a Novara e attiva nella distribuzione di materiale elettrico, che ha riunito oltre 300 operatori e rappresentanti istituzionali. Per il territorio, la partita si gioca sulla capacità di trasformare gli obiettivi energetici in cantieri, investimenti e lavoro qualificato. In Piemonte, le esigenze di ammodernamento degli stabilimenti manifatturieri e degli immobili del terziario possono alimentare la domanda di sistemi elettrici più efficienti, automazione e monitoraggio dei consumi. In Lombardia, oltre al patrimonio industriale, il potenziale riguarda anche uffici, strutture commerciali ed edifici pubblici, dove la gestione intelligente degli impianti può contribuire a contenere i costi energetici. Sono ambiti di intervento, più che risultati già quantificabili: la ricaduta effettiva dipenderà dai finanziamenti disponibili e dalla capacità delle imprese di aggiudicarsi i lavori.
«Quello che ci serve è avere stabilità e costruire un progetto di medio-lungo periodo», ha osservato Paolo Ferrari (nella foto), amministratore delegato di Comoli Ferrari. Il problema, infatti, non è soltanto tecnologico. Oltre il 60% degli edifici residenziali italiani è stato costruito prima degli anni Ottanta e una parte consistente necessita di riqualificazione. Nel 2025 il mercato nazionale dei servizi energetici ha raggiunto circa 17 miliardi di euro. Le prospettive occupazionali sono rilevanti: entro il 2030 il contributo del comparto al Pil potrebbe triplicare, con oltre 70 mila nuovi posti di lavoro diretti e circa 220 mila indiretti a livello nazionale. Per le imprese del Nordovest, tuttavia, il principale ostacolo resta la disponibilità di tecnici qualificati, insieme alla frammentazione del mercato e all’incertezza nella programmazione degli investimenti. Per rafforzare la capacità di risposta della filiera, Comoli Ferrari intende promuovere con Cresme e il Forum del Futuro Quotidiano un osservatorio dedicato all’andamento del settore. L’obiettivo è raccogliere dati e individuare le trasformazioni della domanda. Per Piemonte e Lombardia, la sfida sarà fare in modo che la modernizzazione di edifici e impianti si traduca in opportunità per le aziende locali, nuove competenze professionali e maggiore competitività del sistema produttivo.
Impiantistica
Impiantistica, la transizione energetica offre nuove opportunità per le imprese del Nordovest
«Quello che ci serve è avere stabilità e costruire un progetto di medio-lungo periodo», ha osservato Paolo Ferrari (nella foto), amministratore delegato di Comoli Ferrari.