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Pensioni: numeri che preoccupano nel Nordovest

Complessivamente è stato erogato un ammontare di 372.450 milioni di euro (+2,3%).

Pensioni: numeri che preoccupano nel Nordovest

L’anno prossimo, per accedere alla pensione di vecchiaia, occorrerà avere 67 anni e un mese. Nel 2030 si salirà a 67 anni e 5 o 6 mesi di età e via a seguire. Le nuove tabelle sono state pubblicate lo scorso 20 ottobre sul sito del Ministero del Lavoro. Insomma, chi andrà in pensione dal prossimo anno dovrà fare i conti con l’allungamento dell’età per il raggiungimento della pensione di vecchiaia e con i nuovi coefficienti utilizzati per trasformare i contributi versati durante la vita lavorativa in pensione: il che vuol dire un assegno più basso.

Detto questo, vediamo qual è il quadro pensionistico del Paese e delle nostre regioni, andando ad analizzare l’aggiornamento al 31 dicembre 2025 dell’Osservatorio Statistico sulle Prestazioni Pensionistiche e sui Beneficiari del Sistema Pensionistico Italiano pubblicato nei giorni scorsi.

Nel 2025 le pensioni sono cresciute, sia in numero sia nel loro ammontare: le prestazioni del sistema pensionistico italiano vigenti a fine 2025 sono 23.181.898 (+0,7% rispetto al 2024), per un ammontare complessivo annuo di 372.450 milioni di euro (+2,3% rispetto al 2024). I beneficiari di prestazioni pensionistiche sono 16.405.073 (+0,6% rispetto al 2024), con una media di 1,4 pensioni a testa, anche di diverso tipo. Il 68% percepisce una sola prestazione, mentre il 32% ne percepisce due o più.

Sotto il profilo di genere, le donne rappresentano il 51% dei pensionati, ma gli uomini percepiscono il 56% dei redditi pensionistici. L’importo medio annuo dei redditi percepiti dagli uomini, infatti, è superiore del 33% rispetto a quello delle donne (26.031 euro contro 19.553 euro).

Con riferimento alla tipologia, il 76,7% delle pensioni è di natura previdenziale (invalidità, vecchiaia e superstiti), mentre il 20,7% rientra tra le prestazioni assistenziali (invalidità civili, assegni e pensioni sociali, pensioni di guerra) e il 2,6% circa riguarda prestazioni di tipo indennitario.

La situazione delle nostre regioni

A livello territoriale, le regioni settentrionali concentrano la quota prevalente di pensioni (47,2%) e pensionati (47,6%), con importi medi superiori del 7,2% alla media nazionale. La spesa pensionistica complessiva si distribuisce per il 51 % nel Nord, per il 28% nel Mezzogiorno e per il 21% nel Centro Italia.

Nello specifico, in Lombardia nel 2025 sono state erogate 3.752.774 pensioni (oltre il 16% di quelle erogate in Italia) per un ammontare di 67.275 milioni di euro (oltre il 18% dell’ammontare nazionale; in Piemonte ne sono state erogate 1.732.964 per un ammontare di 30.631 milioni di euro; in Liguria le pensioni erogate sono state 655.953 e le somme erogate ammontavano a 11.421 milioni di euro; infine, in Valle d’Aosta sono state erogate 50.380 pensioni per un ammontare di 890 milioni di euro.

Dalla tabella che vedete sotto, si possono evincere anche tutti i dati relativi alle varie tipologie di pensioni erogate e le differenze tra le varie regioni. Saltano evidentemente all’occhio alcune differenze tra i numeri del Nordovest e altre aree del Paese, in particolare per quel che riguarda le pensioni di invalidità e quelle assistenziali, percentualmente molto più alte al Sud rispetto alle nostre regioni.