di Federico Bertone
Una Coppa Italia più ampia, con una formula rinnovata e maggiori opportunità di partecipazione per le squadre delle categorie inferiori. È questo il progetto sul quale sta ragionando la Lega Serie A, intenzionata a ridisegnare la competizione a partire dalla stagione 2027/28. L’obiettivo è rendere il torneo più attrattivo, sia dal punto di vista sportivo sia sotto il profilo commerciale, in vista dell’assegnazione dei nuovi diritti televisivi.
Il tema è stato affrontato nel corso dell’ultima assemblea dei club, chiamati a discutere anche le prospettive della coppa nazionale e il prossimo bando per la trasmissione delle partite. Sul tavolo ci sono diverse ipotesi, a cominciare da un allargamento del numero delle squadre partecipanti. Attualmente sono soltanto quattro le formazioni di Serie C ammesse alla manifestazione, ma la Lega sta valutando la possibilità di aumentare la rappresentanza della terza serie, aprendo la competizione a un numero maggiore di società.
La novità più significativa potrebbe però riguardare la struttura stessa del torneo. Tra le soluzioni allo studio figura infatti l’introduzione di una fase a gironi, che andrebbe a modificare soprattutto la parte iniziale della Coppa Italia, oggi organizzata attraverso turni a eliminazione diretta. Si tratterebbe di un cambiamento importante, destinato a incidere sul calendario e sul numero complessivo delle partite. Per il momento non esiste ancora una proposta definitiva e ogni eventuale modifica dovrà essere valutata e approvata dai club.
Il percorso di rinnovamento procede parallelamente alla preparazione del nuovo bando per i diritti televisivi, il cui lancio è previsto entro la fine dell’anno. L’orientamento sarebbe quello di puntare su un accordo quinquennale, seguendo il modello già adottato per la Serie A nel ciclo 2024-2029. La nuova assegnazione coprirebbe quindi cinque stagioni, offrendo alle emittenti interessate un orizzonte temporale più lungo per programmare e valorizzare l’investimento. Un eventuale ampliamento della competizione potrebbe inoltre contribuire ad aumentare il numero degli incontri disponibili e, di conseguenza, il valore commerciale del prodotto.
Attualmente i diritti appartengono a Mediaset, che si è assicurata la trasmissione della Coppa Italia e della Supercoppa italiana fino al termine della stagione 2026/27, attraverso un investimento di 56 milioni di euro all’anno. Nel calendario dell’attuale edizione, intanto, si avvicina la fase degli ottavi di finale, prevista a partire da dicembre. La prospettiva, dunque, è quella di una Coppa Italia profondamente diversa nel giro di poco più di un anno. Prima di arrivare a una decisione definitiva sarà necessario trovare un equilibrio tra esigenze televisive, sostenibilità del calendario e interessi delle società. Ma la direzione sembra ormai delineata: più partecipanti, una formula potenzialmente nuova e un ciclo televisivo di cinque anni per rilanciare una competizione che la Lega considera strategica anche sul piano economico.