L’autonomia differenziata compie un nuovo passo avanti e coinvolge da vicino Piemonte, Liguria e Lombardia. Il Consiglio dei ministri ha approvato il 13 ottobre i disegni di legge per attribuire ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia alle tre Regioni, insieme al Veneto. La riforma, prevista dall’articolo 116, terzo comma, della Costituzione, si avvicina così alla fase decisiva: l’esame del Parlamento.
A Roma erano presenti i presidenti di Piemonte e Lombardia, Alberto Cirio e Attilio Fontana. Assente il governatore ligure Marco Bucci, impegnato a Genova per seguire la vertenza ex Ilva e la situazione dei lavoratori coinvolti. Bucci ha comunque espresso il proprio sostegno all’intesa, definendola un passaggio importante per costruire una Regione più moderna ed efficiente, capace di rispondere meglio alle esigenze dei cittadini e valorizzare le specificità del territorio. Per il Piemonte, Cirio ha parlato dell’«ultimo miglio di un percorso storico», sottolineando il lavoro portato avanti con il Governo e l’assessore regionale all’Autonomia Enrico Bussalino. L’obiettivo dichiarato è ottenere strumenti e responsabilità aggiuntivi per migliorare i servizi, sostenere le imprese e rendere le politiche regionali più vicine alle necessità delle comunità locali. Anche in Lombardia il via libera è stato accolto positivamente. Fontana ha definito quello raggiunto a Palazzo Chigi un passaggio istituzionale importante, evidenziando che ora la riforma è pronta per iniziare il proprio percorso parlamentare. Le intese riguardano ambiti quali la protezione civile, le professioni, la previdenza complementare e integrativa e la tutela della salute, limitatamente al coordinamento della finanza pubblica. Per le tre Regioni si apre quindi la prospettiva di una maggiore capacità di intervento in settori strategici, anche se gli effetti concreti dipenderanno dall’approvazione definitiva e dall’attuazione degli accordi. A rivendicare il risultato è soprattutto la Lega. Il vicepremier Matteo Salvini ha definito il via libera una «soddisfazione enorme», richiamando una battaglia storica del partito e sostenendo che la riforma possa premiare il buon governo e contrastare sprechi e ritardi. Sulla stessa linea il ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli, secondo cui resta l’ultimo passaggio parlamentare. La partita, dunque, non è ancora conclusa. I disegni di legge dovranno ottenere il voto favorevole della maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera. Solo allora Piemonte, Liguria e Lombardia potranno avvicinarsi alla piena attuazione delle nuove competenze.