Ambiente

Foreste, Lombardia e Piemonte in testa, la Liguria punta sulla tutela dell’esistente

Sono i numeri principali della 6ª edizione dell’Atlante delle Foreste, pubblicata il 12 ottobre da Legambiente e AzzeroCO2, con il supporto tecnico della Compagnia delle Foreste.

Foreste, Lombardia e Piemonte in testa, la Liguria punta sulla tutela dell’esistente

Quasi 3,7 milioni di alberi piantati in un anno, oltre 5.300 ettari interessati e un valore stimato di circa 28 milioni di euro all’anno in servizi ecosistemici. Sono i numeri principali della 6ª edizione dell’Atlante delle Foreste, pubblicata il 12 ottobre da Legambiente e AzzeroCO2, con il supporto tecnico della Compagnia delle Foreste. Il rapporto analizza gli interventi realizzati nel 2025 e restituisce una fotografia delle politiche di forestazione in Italia, tra nuove piantagioni, risorse pubbliche e strategie regionali. Il quadro nazionale mostra una crescita del 17% rispetto al 2024, ma anche differenze significative tra i territori. A distinguersi sono soprattutto Lombardia e Piemonte, che conquistano il terzo e il quarto posto nella graduatoria regionale per numero di alberi messi a dimora. La Liguria segue invece un percorso differente, legato alla scelta di non finanziare nuovi impianti con le risorse ordinarie delle politiche forestali regionali, in considerazione dell’elevata copertura boschiva già esistente.

Lombardia

Con più di 479 mila alberi messi a dimora nel 2025, la Lombardia si colloca al terzo posto nazionale, alle spalle di Trentino-Alto Adige e Sicilia. In una regione caratterizzata da grandi aree metropolitane, distretti produttivi e territori agricoli intensamente utilizzati, la creazione di nuove superfici alberate rappresenta uno strumento per migliorare la qualità ambientale e affrontare gli effetti della crisi climatica. Gli alberi contribuiscono a mitigare le temperature, intercettare inquinanti atmosferici, favorire la biodiversità e regolare il ciclo dell’acqua. Il loro valore cresce soprattutto quando gli interventi sono inseriti in una rete ecologica capace di collegare parchi, aree agricole, corsi d’acqua e spazi naturali. La forestazione, tuttavia, non coincide soltanto con il conteggio delle piante. Il dato lombardo va letto anche nel contesto della transizione tra i programmi europei di sostegno allo sviluppo rurale. Nel 2025, la regione è stata tra le poche in Italia a realizzare interventi con fondi della nuova programmazione del Complemento regionale per lo Sviluppo rurale 2023-2027.

Piemonte

Subito dopo la Lombardia si colloca il Piemonte, con oltre 469mila alberi messi a dimora nel 2025. Un contributo rilevante arriva dalle città metropolitane. Torino, in particolare, ha messo a dimora oltre 455 mila alberi e arbusti attraverso i programmi di forestazione sostenuti dal Pnrr. Torino e Roma, con oltre 455mila e 414mila alberi rispettivamente, rappresentano insieme il 59% del totale delle nuove piante messe a dimora nelle città metropolitane italiane. Accanto alle nuove piantagioni, il Piemonte deve confrontarsi con la gestione del patrimonio boschivo già esistente, particolarmente esteso nelle aree montane e collinari. La presenza di boschi costituisce una risorsa per la biodiversità, la protezione del suolo, la regolazione delle acque e le economie locali legate alla filiera del legno. La sua valorizzazione richiede però una gestione attiva e continuativa, capace di conciliare conservazione degli ecosistemi, prevenzione dei rischi e attività produttive sostenibili. I dati dell’Atlante mostrano inoltre che il numero delle piante messe a dimora dipende anche dalla disponibilità e dai tempi di attivazione dei finanziamenti. La capacità di dare continuità ai programmi, oltre che di avviare nuovi progetti, sarà fondamentale per mantenere i risultati raggiunti.

Liguria

Nel 2025 la regione non ha finanziato nuovi impianti attraverso lo strumento ordinario delle politiche forestali regionali. Il dato non significa che in Liguria manchino attività di tutela ambientale o che i boschi regionali siano privi di valore. Indica piuttosto una strategia che privilegia la gestione e la conservazione del patrimonio esistente rispetto all’aumento delle superfici attraverso nuove piantagioni finanziate con le risorse regionali ordinarie. In un territorio dove i rilievi montuosi si avvicinano rapidamente alla costa, il rapporto tra boschi, versanti, corsi d’acqua e insediamenti è particolarmente importante. La cura della vegetazione, la gestione delle superfici forestali e la manutenzione del territorio possono contribuire alla resilienza degli ecosistemi e alla prevenzione del degrado. La scelta ligure ricorda inoltre che il numero degli alberi piantati non è, da solo, un indicatore sufficiente della qualità delle politiche forestali. Per valutare i risultati ambientali occorre considerare anche lo stato di salute dei boschi, la biodiversità, la continuità degli habitat e la qualità della gestione.

Il Pnrr spinge la forestazione

A livello nazionale, la crescita registrata nel 2025 è legata soprattutto agli interventi delle città metropolitane e all’impiego delle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Complessivamente, con i fondi del Pnrr sono stati messi a dimora 1,48 milioni di alberi e arbusti. Torino e Roma guidano la graduatoria, seguite da Reggio Calabria e Catania. Il contributo pubblico si conferma dunque determinante per la realizzazione degli interventi, mentre resta centrale il tema della capacità di garantire continuità agli investimenti. La crescita del numero di alberi è un risultato importante, ma la forestazione richiede tempi lunghi, manutenzione e monitoraggio per produrre benefici.

Alberi infrastruttura per il futuro

L’Atlante delle Foreste considera anche il valore economico dei servizi ecosistemici generati dai nuovi impianti. La stima nazionale, pari a circa 28 milioni di euro all’anno, comprende benefici legati alla regolazione del clima, alla qualità dell’aria, alla gestione delle acque e al miglioramento degli ecosistemi. Non si tratta di ricavi incassati, ma di una valutazione economica dei vantaggi ambientali e sociali prodotti dagli alberi. Lombardia e Piemonte dimostrano quanto le politiche di forestazione possano contribuire alla trasformazione dei territori. La Liguria evidenzia invece l’importanza di una strategia calibrata sulle caratteristiche locali. La sfida comune è passare dalla quantità alla qualità. E’ così che la forestazione può diventare una vera infrastruttura territoriale, capace di migliorare la qualità della vita, rafforzare la biodiversità e contribuire alla resilienza delle comunità.