Youth Friendly 2026

Regioni attente ai giovani? Che divari

Secondo l’Indice Confartigianato Youth Friendly 2026, la Lombardia è prima in Italia con 727 punti, il Piemonte quarto a quota 679 e la Liguria è solo 12ª.

Regioni attente ai giovani? Che divari

La Lombardia è la regione italiana più «Youth Friendly» del 2026, con 727 punti. Il Piemonte è quarto, a quota 679, preceduto da Emilia-Romagna (703) e Veneto (697). E’ la fotografia scattata dall’Indice Confartigianato dei Territori Youth Friendly, costruito su 27 indicatori articolati nei quattro pilastri di Lavoro, Impresa, Competenze e Territorio. Il primato lombardo racconta la forza di un ecosistema nel quale occupazione, formazione e iniziativa imprenditoriale si alimentano reciprocamente. La regione è ai vertici per le condizioni offerte ai giovani sul mercato del lavoro e si distingue anche sul fronte delle competenze, dove occupa il secondo posto nazionale. E’ soprattutto l’integrazione tra questi fattori a fare la differenza: per un giovane la prospettiva non è soltanto trovare un impiego, ma poter costruire un percorso professionale e, eventualmente, trasformare competenze e idee in una attività.

Piemonte

Il Piemonte, con 679 punti, conferma la propria posizione tra le economie regionali più favorevoli alle nuove generazioni. Il dato assume particolare rilievo perché la regione è tra quelle che ottengono i risultati migliori nei pilastri Lavoro e Impresa. E’ una combinazione strategica per un territorio caratterizzato da una forte base manifatturiera e da una rete articolata di piccole e medie imprese. La possibilità di trovare un’occupazione e, contemporaneamente, quella di avviare o rilevare un’attività costituiscono due facce della stessa capacità di generare sviluppo. Il quarto posto nazionale segnala quindi una forza che va oltre la semplice performance occupazionale: il Piemonte mantiene un sistema produttivo capace di offrire ai giovani più di una porta d’ingresso nel mercato.

Liguria

La Liguria presenta invece un quadro meno favorevole nella graduatoria complessiva: è 12ª con 553 punti. Servizi, accessibilità, servizi per le famiglie, digitalizzazione della Pubblica amministrazione e costo dell’abitare incidono infatti sulla decisione di un giovane di restare o trasferirsi. La sfida non è solo creare occupazione, ma costruire condizioni che rendano il territorio competitivo anche nella scelta di dove vivere e lavorare. Un tema rilevante in una regione alle prese con dinamiche demografiche che possono incidere sulla disponibilità futura di lavoratori e imprenditori.

Sfida economica-demografica

La questione assume una dimensione nazionale. Gli occupati under 35 sono cresciuti dell’1,3% nell’ultimo anno e del 7,1% rispetto al 2021, ma l’Italia continua a presentare una quota elevata di giovani inattivi: sono circa 1,5 milioni tra i 25 e i 34 anni, con un tasso di inattività del 24,7%, contro il 14,2% della media Ue. Anche l’imprenditoria giovanile mostra segnali contrastanti. A fine 2025 le imprese guidate da under 35 erano 473.549, ma tra il 2021 e il 2025 sono diminuite del 12%. Nell’artigianato le imprese condotte da giovani sono invece 120.598. Il tema diventa ancora più urgente guardando alle prospettive demografiche: secondo Confartigianato, entro il 2050 l’Italia potrebbe perdere 1,7 milioni di giovani tra 20 e 34 anni, pari al 18,8%. Per Lombardia, Piemonte e Liguria la sfida è quindi comune, anche se parte da condizioni differenti. La Lombardia dispone dell’ecosistema più competitivo; il Piemonte mostra una particolare forza nell’incontro tra lavoro e impresa; la Liguria deve rafforzare l’attrattività. La competizione tra territori, quindi, non si giocherà soltanto sul numero dei posti disponibili, ma sulla capacità di offrire lavoro, opportunità imprenditoriali e condizioni di vita tali da convincere le nuove generazioni a costruire qui il proprio futuro.