Tre appuntamenti, due città e due figure femminili al centro di un percorso che attraversa letteratura, filosofia, musica e memoria. Il 26, 27 ottobre e il 2 novembre torna La Milanesiana d’autunno, ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi, con un programma che conferma la vocazione della manifestazione a mettere in dialogo linguaggi e discipline differenti. Il filo di questa edizione passa attraverso due donne e due modi diversi di interrogare l’esistenza: Charlotte Casiraghi e Laura Morante. Da una parte la riflessione sulle ferite, sulle fragilità e su ciò che spesso resta nascosto; dall’altra il recupero di una stagione della giovinezza, degli anni Sessanta, attraverso la memoria, le canzoni e le storie di un gruppo di ragazzi. Il primo appuntamento è domenica 26 ottobre alle 18.30, al Teatro Franco Parenti di Milano, nella Sala Blu. Charlotte Casiraghi dialogherà con Ferruccio De Bortoli a partire da La crepa, volume che ha suscitato attenzione in Francia e in Europa. Il libro nasce da una domanda essenziale e insieme difficile: che cosa possiamo imparare dalle nostre debolezze, dalle nostre ferite, dalle nostre fragilità? Il percorso di Casiraghi si muove tra letteratura e filosofia e invita a dare un nome a ciò che sfugge allo sguardo, a ciò che talvolta non si riesce o non si vuole vedere. Le parole dei grandi scrittori del passato diventano così strumenti per avvicinarsi alle zone più intime dell’esperienza umana. La crepa, allora, non è soltanto una frattura: può diventare il luogo attraverso cui entra una possibilità nuova, secondo l’immagine resa celebre dai versi di Leonard Cohen. A seguire, il concerto di Hildegard De Stefano. I saluti istituzionali saranno affidati a Francesco Bernardi, founder and owner di Illumia SpA e presidente dell’Associazione culturale Incontri Esistenziali. Casiraghi il 27 sarà a Bologna.
Il 2 novembre alle 21, ancora al Parenti, nella Sala Grande, dove Laura Morante presenterà Dieci storie pop, in dialogo con Elvira Serra. Il libro intreccia le vite di giovani protagonisti sulle note delle canzoni più celebri degli anni Sessanta, trasformando la musica in una porta d’accesso alla memoria. Sono storie apparentemente semplici, ambientate nelle sere d’estate di una Roma popolare, quando il tempo trascorso tra amici e conoscenti poteva sembrare vuoto o improduttivo. Ma è proprio dentro quei momenti apparentemente futili che si costruiscono legami, esperienze e ricordi destinati a diventare storia. Dopo il dialogo con Morante, sarà Bobby Solo a riportare in scena, attraverso la musica, l’immaginario di quella stagione. L’ingresso è previsto con un biglietto di cortesia di 5 euro. «Questa Milanesiana d’autunno crea un ponte tra Milano e Bologna», spiega Elisabetta Sgarbi, sottolineando il rapporto con Incontri Esistenziali, associazione che mette al centro il desiderio, le esperienze reali, le ferite e le gioie che accompagnano la vita. «Abbiamo composto un programma che ruota intorno a due donne» aggiunge Sgarbi. Il simbolo della Milanesiana La rosa dipinta da Franco Battiato, presente fin dalla prima edizione, è stata rielaborata da Franco Achilli per rappresentare l’intreccio tra Desiderio e Legge. Il fiore e il suo profumo evocano attrazione, movimento e immaginazione; le spine e la struttura cristallizzata richiamano invece il limite, la norma e il rischio. Non due poli necessariamente contrapposti, ma elementi che si definiscono reciprocamente: è anche la Legge a dare forma al Desiderio, rendendolo percepibile e significativo. Tra una crepa da cui può entrare la luce, le canzoni di una giovinezza ormai lontana e una rosa sospesa tra desiderio e limite, La Milanesiana d’autunno torna così a interrogare ciò che rende l’esperienza umana materia di cultura: le nostre fragilità, i nostri ricordi, le nostre aspirazioni e il bisogno, sempre attuale, di trasformarli in parole, immagini e musica.
Incontri
La Milanesiana d’autunno, viaggio tra fragilità, memoria e desiderio
Ospiti Charlotte Casiraghi e Laura Morante.