Inchiesta sulle patologie cardiovascolari

Infarti e ictus: la prevenzione parte dalle abitudini

L’Organizzazione Mondiale della Sanità spiega come alimentazione, movimento, niente fumo e controlli regolari possano ridurre il rischio.

Infarti e ictus: la prevenzione parte dalle abitudini

Il cuore lavora senza sosta, giorno e notte, ma spesso ci accorgiamo della sua importanza soltanto quando qualcosa non funziona. Le malattie cardiovascolari rappresentano ancora oggi una delle maggiori emergenze sanitarie a livello mondiale. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel 2019 hanno causato circa 17,9 milioni di morti, pari al 32% di tutti i decessi nel mondo. Tra le conseguenze più gravi ci sono infarto e ictus. La buona notizia è che una parte importante del rischio può essere ridotta intervenendo sullo stile di vita. La prevenzione, infatti, comincia molto prima di entrare in un ospedale: comincia a tavola, nelle scelte quotidiane e nelle abitudini che si costruiscono nel tempo.

Il primo alleato è l’alimentazione. Frutta e verdura, legumi, cereali integrali e pesce dovrebbero trovare spazio con regolarità nella dieta. Al contrario, è consigliabile limitare alimenti molto ricchi di sale, zuccheri e grassi saturi, oltre alle carni lavorate e ai prodotti ultraprocessati. Particolare attenzione va riservata al sale: l’OMS raccomanda agli adulti di non superare 5 grammi al giorno, circa un cucchiaino. Un consumo eccessivo può infatti contribuire all’aumento della pressione arteriosa.

Poi c’è il movimento. Non serve essere sportivi professionisti: camminare, andare in bicicletta, nuotare o fare le scale sono attività semplici che possono aiutare il cuore. Per gli adulti l’OMS raccomanda almeno 150-300 minuti di attività fisica moderata alla settimana. Muoversi con regolarità aiuta inoltre a mantenere sotto controllo il peso, la pressione, il colesterolo e la glicemia.
Tra i principali nemici della salute cardiovascolare c’è anche il fumo. Le sostanze contenute nel tabacco danneggiano i vasi sanguigni e aumentano il rischio di infarto e ictus. Smettere di fumare è quindi una delle decisioni più importanti per proteggere il cuore. Anche il consumo di alcol dovrebbe essere limitato.

Ma la prevenzione passa anche dai controlli. La pressione alta, per esempio, può svilupparsi senza provocare sintomi evidenti. I numeri sono significativi: secondo l’OMS, circa 1,28 miliardi di adulti tra i 30 e i 79 anni nel mondo soffrono di ipertensione e quasi la metà non sa di averla. Misurare la pressione e controllare periodicamente colesterolo e glicemia permette di individuare eventuali problemi prima che possano provocare conseguenze più gravi. Infine, non vanno trascurati sonno, stress e peso corporeo. Anche questi elementi fanno parte di uno stile di vita che può favorire la salute del cuore. La prevenzione cardiovascolare, dunque, non richiede gesti straordinari. Si costruisce giorno dopo giorno, attraverso scelte apparentemente semplici: mangiare meglio, muoversi di più, non fumare e sottoporsi ai controlli necessari. Il cuore non può aspettare che arrivi un campanello d’allarme: prendersene cura oggi significa proteggerlo anche per il futuro.