Il Pnrr entra nella sua fase decisiva, ma la fotografia del Piano continua a essere accompagnata da una domanda: quanto è davvero possibile sapere di ciò che è stato finanziato? E’ il problema sollevato da Openpolis nell’ultimo aggiornamento di OpenPnrr, la piattaforma di monitoraggio indipendente che utilizza i dati messi a disposizione dalle istituzioni. Al 13 giugno 2026 risultano disponibili informazioni di dettaglio su 291.387 progetti. Sono oltre 10mila in più rispetto al precedente aggiornamento, ma ancora una parte consistente delle opere complessivamente finanziate non è ricostruibile con lo stesso livello di dettaglio. Il tema assume un peso particolare nel Nordovest, dove Lombardia, Piemonte e Liguria rappresentano una parte importante degli investimenti e degli interventi del Piano.
Lombardia, oltre 40mila progetti monitorati
E’ la Lombardia a emergere per dimensione. Secondo l’ultimo aggiornamento di OpenPnrr, sul territorio regionale sono localizzati 40.355 progetti. La Lombardia è inoltre la regione con il maggior numero di interventi tra quelle italiane, insieme a Campania e Sicilia. Sul fronte dell’avanzamento, il dato riportato da Openpolis indica che il 49,7% dei progetti lombardi monitorabili risultava concluso a giugno 2026. E’ la quota più alta tra le tre grandi regioni con il maggior numero di interventi considerate nell’analisi nazionale. Dietro il dato regionale c’è una grande varietà di investimenti: infrastrutture, sanità, scuola e ricerca, digitalizzazione, imprese e lavoro, transizione ecologica. Il portale OpenPnrr mostra, tra gli altri, interventi di grande dimensione che coinvolgono il territorio lombardo, dalle infrastrutture ferroviarie alla sanità e alla mobilità sostenibile. Tra gli interventi monitorati compare anche la tratta lombarda della ciclovia Vento, mentre numerosi progetti riguardano l’ammodernamento tecnologico delle strutture sanitarie.
Piemonte, il 44,7% dei progetti risulta concluso
Il Piemonte presenta un quadro leggermente diverso. Openpolis indica nel 44,7% la quota di interventi conclusi sul totale dei progetti regionali per i quali è disponibile l’informazione sullo stato di avanzamento. ‘È’ una delle percentuali più elevate registrate nel confronto nazionale. La banca dati OpenPnrr censiva, nell’aggiornamento più recente, oltre 24mila progetti piemontesi; parallelamente la Regione Piemonte, attraverso i dati estratti da ReGiS, indica oltre 10,4 miliardi di euro di risorse assegnate ai soggetti attuatori del territorio al 30 giugno 2026. La differenza tra le due banche dati non è necessariamente una contraddizione: OpenPnrr e le amministrazioni pubbliche utilizzano perimetri e modalità di rappresentazione differenti. E’ proprio questo uno dei punti centrali sollevati da Openpolis: la disponibilità di informazioni non coincide ancora con una fotografia completa e omogenea di tutti gli interventi finanziati. Il Piemonte, comunque, arriva alla fase finale del Piano con una quantità rilevante di interventi distribuiti sul territorio. La sola città metropolitana di Torino, nell’ultimo quadro disponibile su OpenPnrr, conta migliaia di progetti.
Liguria, una fotografia più difficile da ricostruire
Più complesso è il quadro ligure. OpenPnrr censiva 5.868 progetti regionali nell’aggiornamento precedente; il dato territoriale disponibile sul portale è però soggetto a successivi aggiornamenti e non va sovrapposto automaticamente alla nuova base nazionale utilizzata dall’analisi Openpolis. La Liguria è interessata anche da opere di dimensione nazionale o interregionale. Un esempio è il Terzo Valico dei Giovi e il collegamento ferroviario ad alta velocità/alta capacità Genova-Milano, che nel database OpenPnrr è classificato come intervento multiregionale. Il progetto ha un importo complessivo indicato in circa 9,59 miliardi di euro, con pagamenti che nell’aggiornamento al giugno 2026 risultano pari al 34,27%. Ma accanto alle grandi infrastrutture ci sono gli interventi più direttamente percepibili dai cittadini. Nel settore sanitario, a esempio, OpenPnrr registra per la Liguria una piattaforma informatica e interventi legati alla medicina territoriale; nel trasporto ferroviario sono presenti anche investimenti per l’acquisto di nuovi treni regionali.
Il problema che riguarda anche il Nordovest
Il punto sollevato da Openpolis, tuttavia, va oltre la semplice conta delle opere concluse. A livello nazionale, il 58,1% dei progetti monitorabili risultava ancora in corso a metà giugno, mentre il 41,9% era concluso. Ma questi numeri riguardano esclusivamente i 291.387 interventi per i quali è stato possibile ricostruire lo stato di avanzamento. Restano infatti difficoltà nel conoscere con sufficiente dettaglio importi, tipologia e localizzazione di una parte degli interventi. Una lacuna particolarmente significativa riguarda Superbonus e Transizione 4.0, due misure che insieme valgono oltre 27 miliardi di euro e per le quali, secondo Openpolis, non è possibile ricostruire adeguatamente le singole iniziative finanziate. E’ un problema che pesa anche quando si prova a leggere il Pnrr regione per regione: il dato sulla conclusione di un progetto è significativo soltanto se si conosce con precisione quali progetti sono compresi nel perimetro dell’analisi e quali invece rimangono fuori.
Il calendario cambia ancora
A complicare ulteriormente il quadro ci sono le revisioni del Piano. L’ultima modifica, approvata definitivamente dal Consiglio dell’Unione europea il 27 agosto 2026, ha interessato 131 scadenze collegate a 118 misure. In 97 casi la revisione ha riguardato soprattutto la semplificazione dell’attuazione; in altri casi sono state individuate soluzioni alternative o sono intervenute modifiche legate alle condizioni di mercato e alle procedure di appalto. Il numero dei traguardi e obiettivi collegati all’ultima rata è così sceso da 159 a 156. Per Lombardia, Piemonte e Liguria questo significa che la partita non si esaurisce nella conta dei cantieri aperti o conclusi. La fase finale del Pnrr richiede anche di capire quali risultati siano stati effettivamente raggiunti, con quali risorse e con quali tempi, mettendo a disposizione dei cittadini dati sufficientemente completi per verificare il percorso. E’ qui che il tema della trasparenza torna centrale. Perché mentre il Piano si avvia verso l’ultima richiesta di pagamento all’Europa, la domanda non è più solo quanti soldi siano stati assegnati o quanti cantieri siano partiti. E’ anche quanto sia possibile controllare, territorio per territorio, ciò che è stato realizzato.