Il convegno

Per generare nuove opportunità, la sfida del capitale umano passa anche dalle imprese

Il messaggio dal convegno «We Neet You - ricostruire connessioni, generare opportunità», organizzato dal Gruppo Giovani imprenditori Confindustria Novara Vercelli Valsesia.

Per generare nuove opportunità, la sfida del capitale umano passa anche dalle imprese

Ridurre il fenomeno dei Neet non significa soltanto riportare giovani e adulti nel mercato del lavoro, ma ricostruire il rapporto con formazione, imprese e territorio prima che una fase di inattività diventi permanente. E’ il messaggio emerso dal convegno «We Neet You – ricostruire connessioni, generare opportunità», organizzato dal Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Novara Vercelli Valsesia. Il tema ha una rilevanza anche economica. Secondo il sociologo Stefano Laffi, nell’ultimo decennio la quota di Neet in Italia è scesa dal 25% al 13%, anche grazie alla riduzione di alcune forme di precarietà e disoccupazione. Restano però le situazioni più difficili da intercettare: quanto più si prolunga l’inattività, infatti, tanto maggiore è il rischio di esclusione dal mercato del lavoro. Per le imprese la questione riguarda direttamente il capitale umano. «Il punto centrale – ha spiegato Oscar Pasquali, Ceo di Generation Italy – è il passaggio dall’esistenza di un’opportunità alla capacità di raggiungere chi non la sta cercando». Servono quindi formazione, accompagnamento e reti territoriali capaci di mettere in relazione aziende, famiglie, istituzioni e giovani. Un ruolo decisivo spetta all’orientamento. Raffaella Nervi, referente della Regione Piemonte, ha ricordato il modello introdotto dalla legge regionale del 2023, che considera l’orientamento un sistema integrato dagli 8 ai 24 anni. L’obiettivo è anticipare il contatto con il mondo produttivo attraverso occasioni concrete di conoscenza delle professioni e delle imprese. Per le aziende questo significa anche ripensare selezione e inserimento. Academy territoriali, ITS, apprendistato e training possono contribuire a ridurre il disallineamento tra domanda e offerta di competenze. Secondo Fabiana Andreani, HR e Career Expert, le imprese devono inoltre essere trasparenti sulle opportunità offerte e valorizzare la formazione continua. La sfida riguarda anche chi è più lontano dal lavoro. Marco Crepaldi, psicologo e presidente di Hikikomori Italia, ha richiamato l’attenzione sui giovani che vivono un forte isolamento sociale e che, pur avendo capacità elevate, faticano a immaginarsi in contesti professionali competitivi. Per Roberta Massaro, presidente dei Giovani Imprenditori CNVV, la risposta passa dalla capacità delle imprese di riconoscere il potenziale anche quando non emerge dai percorsi tradizionali. Le aziende, ha sottolineato, possono diventare il luogo in cui una persona «ricomincia a sentirsi capace e apprezzata». Il punto economico è dunque chiaro: contrastare i Neet significa anche evitare la dispersione di competenze e talenti. Per farlo servono politiche territoriali coordinate, un rapporto più stretto tra scuola e impresa e percorsi di ingresso nel lavoro più accessibili e personalizzati. Non basta creare opportunità: occorre riuscire a raggiungere chi oggi non riesce ancora a vederle.