L'inchiesta sull'energia nucleare

Generato il 23,3% dell’elettricità reattori francesi da primato

Nell'Unione europea i Paesi produttori sono una dozzina.

Generato il 23,3% dell’elettricità reattori francesi da primato

Sui tavoli di Bruxelles l’energia nucleare è un tema sempre all’ordine del giorno. La crisi energetica spinge i governi dei singoli Paesi a trovare delle soluzioni concrete per far fronte al continuo aumento dei prezzi dell’energia e alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, è probabile che ogni giorno suonino le orecchie perché continuamente chiamata in causa sul tema. Ed è proprio lei che qualche mese fa, in occasione del Nuclear Energy Summit di Parigi, che ha dichiarato: «Abbiamo l’ambizione di procedere affinché l’Europa diventi un polo globale per l’energia nucleare di nuova generazione».

Ma l’Unione europea non parte da zero. Pur tra mille punti di domanda e perplessità, la produzione di energia nucleare ha messo piede e si è espansa nel Vecchio Continente. Come si può vedere dalla cartina in pagina, sono diversi i Paesi che fanno parte dell’Ue che hanno una fiorente attività di produzione di energia nucleare.

Quante e dove sono le centrali nell’Ue

Secondo gli ultimi dati Eurostat del 2024, le centrali nucleari sono presenti in 12 Paesi Ue (Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Spagna, Francia, Ungheria, Paesi Bassi, Romania, Slovenia, Slovacchia, Finlandia e Svezia) e hanno generato il 23,3% dell’elettricità prodotta nell’Unione Europea, con una crescita del 4,8% rispetto all’anno precedente. Il primato spetta alla Francia, dove il nucleare copre il 67% della produzione elettrica nazionale con 338.202 Gwh (circa il 58,6% della generazione nucleare di tutta l’Unione europea), seguita dalla Slovacchia con il 62% grazie alla produzione di 18.333 Gwh. Tra gli altri quelli che producono di più in assoluto sono Spagna (56.873 Gwh), Svezia (48.470 Gwh) e Finlandia (34.308 Gwh).

Secondo le proiezioni della Commissione Europea per il 2040, le energie rinnovabili e il nucleare – insieme – dovrebbero superare il 90% dei consumi elettrici dell’Ue.

Molto dipende, naturalmente, da cosa decideranno i singoli Paesi. Perché se la Francia non ha alcuna intenzione di rallentare, anzi ha messo in programma la costruzione di altri sei reattori nucleari per i prossimi anni, altri nel tempo hanno fatto dei passi indietro, come la Germania che ha spento l’ultima centrale nel 2023 o la Spagna che ha intenzione di fermare entro il 2035 i suoi sette reattori. Poi ci sono i casi particolari come il Belgio che, prima aveva deciso di abbandonare il nucleare e poi ha addirittura nazionalizzato la produzione. E poi ci sono i Paesi che, ad oggi, non hanno impianti sul loro territorio. Tra loro c’è la Polonia che è pronta a scendere in campo, tanto che ha deciso di costruire sei reattori entro il 2043: l’avvio dei lavori della prima centrale nucleare a Lubiatowo-Kopalino, sulla costa baltica, è previsto nel 2028.

Il nucleare nella vicina Svizzera

Oltre all’Unione europea, dobbiamo guardare anche al di là dei nostri confini diretti. La Svizzera ha centrali nucleari che sono in funzione da oltre 50 anni e attualmente producono un terzo della loro energia elettrica. La centrale nucleare di Beznau, con i suoi due reattori entrambi con una potenza elettrica di 365 MW, è in funzione dal 1969. Nel 1979 è stata connessa alla rete la centrale nucleare di Gösgen (con una potenza elettrica di 985 MW), ubicata nella regione del Niederamt, nel Canton Soletta, cui ha fatto seguito nel 1984 la centrale nucleare di Leibstadt, che ha una potenza elettrica di 1.190 MW. La centrale nucleare di Mühleberg, invece, in funzione dal 1972, è stata disattivata nel 2019 e si trova ora in fase di smantellamento.

Gli svizzeri, però, che nel 2017 avevano votato per la fine del nucleare nel loro Paese, saranno di nuovo chiamati alle urne per un referendum, dopo che le Camere federali, nei mesi scorsi, hanno deliberato a favore della revoca del divieto di costruire nuove centrali nucleari in Svizzera.