Oltre 2,18 milioni di euro per rafforzare in Piemonte la rete di protezione e sostegno alle donne vittime di violenza. La Regione ha approvato i criteri per l’assegnazione di 2.185.712,77 euro, risorse del Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità destinate ai Centri antiviolenza, alle Case rifugio e alle soluzioni di accoglienza in emergenza e di secondo livello. La misura interessa una rete regionale composta oggi da 23 Centri antiviolenza e 13 Case rifugio iscritti all’Albo regionale, che operano in collaborazione con i servizi sociosanitari e assistenziali del territorio. Nel dettaglio, 863.466 euro saranno destinati al sostegno e al potenziamento delle attività dei Centri antiviolenza, 706.491 euro alle Case rifugio, 307.877,88 euro alle esigenze straordinarie e urgenti di accoglienza in emergenza e 307.877,89 euro alle soluzioni di accoglienza di secondo livello.
«Le notizie di queste settimane ci ricordano, con una durezza che non possiamo ignorare, quanto la violenza contro le donne continui a rappresentare un’emergenza che riguarda l’intera comunità – dichiara l’assessore regionale alle Pari Opportunità Marina Chiarelli –. Ogni donna uccisa, ogni donna aggredita, ogni richiesta di aiuto ci impone di chiederci che cosa possiamo fare prima, non dopo. Il punto è arrivare in tempo: intercettare i segnali, spezzare l’isolamento, offrire protezione e costruire intorno a ogni donna una rete alla quale possa affidarsi senza sentirsi sola». Le risorse sosterranno su tutto il territorio regionale le attività di ascolto e accoglienza, l’assistenza psicologica e legale, i progetti personalizzati di presa in carico, protezione e accoglienza temporanea. Particolare attenzione sarà riservata anche al percorso successivo all’emergenza, attraverso interventi per l’autonomia, l’orientamento al lavoro e l’autonomia abitativa. «Questi 2,18 milioni di euro non sono soltanto uno stanziamento – prosegue Chiarelli – Significano Centri antiviolenza che possono continuare ad ascoltare e accompagnare, Case rifugio capaci di offrire un luogo sicuro nell’emergenza e percorsi che consentono alle donne di riconquistare autonomia, anche attraverso il lavoro e la casa. Una donna che decide di chiedere aiuto deve sapere che dall’altra parte troverà qualcuno pronto a rispondere, e deve poterlo trovare subito».Oltre 615 mila euro saranno destinati alle diverse fasi dell’accoglienza: 307.877,88 euro per le esigenze straordinarie e urgenti e 307.877,89 euro per le soluzioni di secondo livello rivolte alle donne vittime di violenza, sole o con figli e figlie. Per i Centri antiviolenza, il 60% delle risorse sarà distribuito in quota uguale tra ciascun Centro iscritto all’Albo regionale, mentre il restante 40% sarà assegnato sulla base delle donne di età superiore ai 14 anni seguite nel 2025. Per le Case rifugio, il 60% sarà distribuito in proporzione ai posti letto e il 40% in base alle donne ospitate nel 2025, considerando la durata dell’accoglienza. Per l’accoglienza in emergenza, il 50% delle risorse sarà ripartito in quota uguale tra i soggetti titolari dei posti, il 30% in base al numero di donne accolte nel 2025 e il 20% sulla base delle giornate complessive di accoglienza. Per le soluzioni di secondo livello, il 50% sarà distribuito in quota uguale, il 20% in relazione alle donne accolte e il 30% sulla base delle giornate di accoglienza. Il provvedimento punta infine a consolidare l’integrazione tra enti pubblici e privato sociale e la collaborazione tra istituzioni, servizi e associazioni, rafforzando la rete territoriale e il collegamento dei Centri antiviolenza con il numero nazionale 1522.
«La protezione è fondamentale, ma dobbiamo lavorare perché possa arrivare prima che la violenza raggiunga il suo punto estremo» conclude Chiarelli.
L'annuncio
Centri antiviolenza piemontesi, dalla Regione oltre 2 milioni di euro
L’assessore Chiarelli: «Dobbiamo riuscire ad arrivare prima dell’irreparabile».