Itinerari previdenziali

Fisco, il tesoro è nel Nordovest

La Lombardia pesa enormemente nei conti nazionali; il Piemonte mantiene una solida capacità contributiva; la Liguria mostra invece un gettito più contenuto.

Fisco, il tesoro è nel Nordovest

Milano, Torino, Genova. Tre città, tre economie profondamente diverse e un unico territorio fiscale che continua a rappresentare una parte decisiva della capacità contributiva italiana. E’ la fotografia contenuta nella 13ª indagine sulle entrate fiscali di Itinerari Previdenziali, dedicata ai redditi prodotti nel 2024 e dichiarati nel 2025. Il rapporto, elaborato sui dati del Ministero dell’Economia e delle Finanze e dell’Agenzia delle Entrate, mette a confronto 17 anni di dichiarazioni fiscali, fino al 2024, e dedica una parte specifica alla distribuzione regionale del gettito. Il dato che colpisce maggiormente è il peso della Lombardia, che concentra una quota molto rilevante delle imposte generate dal sistema produttivo italiano. Nel 2023, secondo la regionalizzazione riportata nello studio, la regione ha versato 19,59 miliardi di euro di IRES, l’imposta sul reddito delle società, su un totale nazionale di 56,41 miliardi. Significa circa il 34,7% dell’intero gettito IRES italiano. Il Piemonte si colloca a 4,19 miliardi, mentre la Liguria raggiunge 788 milioni.

Il quadro si ripete, seppure con proporzioni differenti, per l’IRAP. Nel 2023 la Lombardia ha prodotto un gettito complessivo di 6,81 miliardi di euro, di cui 6,15 miliardi provenienti dal settore privato e 663 milioni dalla pubblica amministrazione. Il Piemonte ha registrato 1,78 miliardi, mentre la Liguria si è attestata a 481 milioni. Su scala nazionale, il gettito IRAP è stato di circa 30,06 miliardi.

Ancora più evidente è il divario quando si guarda all’IVA, dove la dimensione dei consumi e quella dell’attività economica si riflettono direttamente nella distribuzione territoriale del gettito. Nel 2024 alla Lombardia sono attribuiti 55,85 miliardi di euro di IVA, pari al 35,3% del totale regionalizzato, con un versamento pro capite di 5.565,96 euro. E’ il valore più elevato tra le regioni italiane. Il Piemonte, con 9,87 miliardi di euro, registra invece un gettito IVA pro capite di 2.322,07 euro. La Liguria si ferma a 2,11 miliardi, con 1.394,47 euro per abitante. La differenza è notevole: tra il dato lombardo e quello ligure il rapporto è quasi di quattro a uno.

Questi numeri raccontano economie regionali diverse. La Lombardia dispone di una base produttiva e societaria particolarmente ampia e concentra una quota eccezionale dell’attività economica nazionale. Il Piemonte mantiene un ruolo importante, sostenuto soprattutto dal sistema industriale e dai grandi poli urbani di Torino e Novara. La Liguria presenta invece una struttura economica più contenuta e maggiormente caratterizzata dai servizi, dalla logistica portuale, dal turismo e da una popolazione relativamente anziana.

Anche la dinamica degli ultimi 17 anni aiuta a leggere queste differenze. Tra il 2008 e il 2024, il rapporto rileva per la Lombardia una crescita del gettito IRPEF di circa il 38,85%. Piemonte e Liguria mostrano invece una dinamica particolare: entrambe hanno registrato una diminuzione del numero complessivo dei contribuenti rispetto al 2008, ma contemporaneamente un aumento del numero dei versanti, cioè delle persone che effettivamente pagano almeno un euro di IRPEF. E’ un elemento importante perché il numero di dichiarazioni non coincide con quello di chi effettivamente versa l’imposta. A livello nazionale, sulle dichiarazioni relative al 2024, i contribuenti sono stati 42,84 milioni, mentre i versanti sono risultati poco più di 34,1 milioni. Il rapporto sottolinea quindi la differenza tra chi presenta una dichiarazione e chi contribuisce concretamente al gettito IRPEF.

Nel Nord, inoltre, la capacità contributiva rimane nettamente superiore rispetto alle altre macroaree italiane. Nel 2024 il Nord contava circa 27,5 milioni di residenti e rappresentava il 64,2% dei versanti IRPEF, contro il 59,5% del Centro e il 47,9% del Mezzogiorno.

All’interno di questo quadro, Lombardia, Piemonte e Liguria formano dunque un triangolo fiscale con caratteristiche differenti. Milano e la Lombardia rappresentano il principale motore contributivo, con numeri particolarmente elevati soprattutto per IRES e IVA. Il Piemonte presenta una capacità fiscale importante ma più distribuita, mentre la Liguria mostra valori assoluti inferiori, coerenti con una base demografica e produttiva più ridotta. La graduatoria delle imposte societarie rende particolarmente evidente il peso lombardo: dei 56,4 miliardi di IRES riscossi nel 2023, 19,59 miliardi provengono dalla Lombardia, mentre Piemonte e Liguria insieme arrivano a poco meno di 5 miliardi. Sul fronte IRAP, invece, le tre regioni sommano circa 9,07 miliardi di euro. Ma il dato fiscale non racconta soltanto quanto si paga. Racconta anche la geografia dell’economia italiana. Dove sono concentrate imprese, lavoratori, redditi e consumi, lì tende a concentrarsi anche una quota maggiore delle entrate pubbliche. E il Nordovest continua a essere uno dei punti fondamentali di questa macchina. La fotografia delle tre regioni, però, non deve essere letta come una semplice classifica. Lombardia, Piemonte e Liguria hanno strutture demografiche, produttive e occupazionali differenti. Il confronto fiscale misura quindi anche la diversa composizione delle loro economie. La Lombardia, con oltre 10 milioni di abitanti considerati nella regionalizzazione dell’IVA, è il caso più evidente di concentrazione economica: 55,85 miliardi di IVA, 19,59 di IRES e 6,81 di IRAP. Il Piemonte, con circa 4,25 milioni di abitanti, registra 9,87 miliardi di IVA, 4,19 miliardi di IRES e 1,78 miliardi di IRAP. La Liguria, con circa 1,51 milioni di abitanti, presenta 2,11 miliardi di IVA, 788 milioni di IRES e 481 milioni di IRAP. Tre numeri, in particolare, restituiscono la distanza: 5.566 euro di IVA pro capite in Lombardia, 2.322 in Piemonte e 1.394 in Liguria. Dietro queste cifre ci sono tre economie, ma anche una questione più ampia: quanto il sistema fiscale italiano dipenda territorialmente dalle aree con maggiore produzione di reddito. E’ uno dei temi centrali dell’indagine, che dedica infatti una sezione specifica alla regionalizzazione delle entrate e all’equilibrio tra contribuenti, gettito e finanziamento del welfare.

Il risultato è una fotografia del Nordovest tutt’altro che uniforme.