L’edilizia lombarda continua a crescere, ma con un ritmo più moderato rispetto ai trimestri precedenti. Nel secondo del 2026 il volume d’affari delle imprese del settore è aumentato del 4,9% su base annua, mentre rispetto al trimestre precedente la crescita si è fermata al +0,7%. Segnale di un rallentamento del ciclo, che tuttavia mantiene il comparto su livelli ancora elevati: l’indice del volume d’affari ha raggiunto quota 179,5, oltre 65 punti sopra i livelli pre-Covid. A sostenere il settore sono soprattutto le commesse. Gli ordinativi registrano infatti una crescita annua del 5,4%, mentre il mercato pubblico continua a mostrare una dinamica più vivace rispetto a quello privato. Anche l’occupazione mantiene un andamento positivo. Nel trimestre il saldo tra imprese che hanno aumentato e quelle che hanno ridotto il numero degli addetti è pari al +1,3%, mentre su base annua la crescita supera il 3%.
Il quadro, però, presenta alcuni elementi di cautela. Le aspettative sul volume d’affari migliorano, con un saldo tra previsioni di crescita e diminuzione pari a +6 punti, ma quasi due imprese su tre, il 63%, prevedono soprattutto stabilità. Più favorevoli sono le prospettive delle aziende che lavorano sul mercato pubblico, sostenute anche dagli investimenti legati alla fase finale di attuazione del Pnrr. Più complessa appare invece la prospettiva per i nuovi lavori. Le aspettative restano negative soprattutto nel privato residenziale (-12 punti) e nelle ristrutturazioni (-19 punti). Migliorano invece, pur restando negative, le aspettative per il pubblico infrastrutturale (-8 punti) e per il pubblico non residenziale (-7 punti).
Tra le principali difficoltà segnalate dalle imprese torna in cima la carenza di personale, indicata dal 20% del campione. Seguono il costo dei materiali, al 19%, le procedure amministrative e burocratiche, al 17%, e la debolezza della domanda, al 15%. Il quadro evidenzia quindi una doppia pressione: da una parte la necessità di trovare manodopera, dall’altra costi ancora significativi e una domanda meno dinamica in alcuni segmenti del mercato. Un altro elemento da monitorare riguarda la situazione finanziaria. Il 36% delle imprese giudica peggiorato nell’ultimo anno il tasso di interesse applicato al credito, contro appena il 9% che lo considera migliorato. Anche i tempi di pagamento rappresentano un problema: soltanto il 45% delle aziende dichiara di incassare nei tempi concordati, mentre il 28% subisce ritardi fino a 30 giorni e il 22% ritardi superiori. Nonostante queste difficoltà, la solidità finanziaria del comparto resta relativamente elevata. L’81% delle imprese dichiara una preoccupazione nulla o bassa rispetto alla propria capacità di restituire il debito, la quota più alta registrata nella serie storica. La situazione è tuttavia più delicata per le imprese di minori dimensioni e per quelle maggiormente esposte al mercato residenziale e delle ristrutturazioni. I dati di Unioncamere Lombardia restituiscono quindi l’immagine di un settore ancora in espansione, ma entrato in una fase più selettiva.
Unioncamere
L’edilizia lombarda cresce ma a ritmi più moderati rispetto al passato
Il volume d’affari delle imprese del settore è aumentato del 4,9% su base annua. Resta la difficoltà di reperire personale.