Indagine siape

Abitazioni ed efficienza energetica, la sfida di riqualificare

In Liguria oltre la metà degli edifici certificati è nelle classi F e G; Lombardia e Piemonte hanno una presenza maggiore di immobili in quelle più alte.

Abitazioni ed efficienza energetica, la sfida di riqualificare

Bollette, consumi e stato degli edifici sono sempre più legati tra loro. In un contesto nel quale il costo dell’energia resta un elemento di attenzione per famiglie e imprese, l’efficienza energetica delle abitazioni diventa una questione concreta: intervenire sugli edifici significa infatti ridurre i consumi, migliorare il comfort abitativo e, in prospettiva, preservare il valore del patrimonio immobiliare. A raccontare quanto sia ancora lungo il percorso sono i dati del Siape, il sistema informativo sugli Attestati di Prestazione Energetica sviluppato da Enea, elaborati da Saie – La Fiera delle Costruzioni. Le certificazioni raccolte nel 2025 mostrano infatti situazioni differenti tra Lombardia, Piemonte e Liguria, ma anche un elemento comune: accanto a una quota di edifici già collocati nelle classi energetiche più efficienti rimane uno stock importante di immobili nelle fasce F e G.
In Lombardia nel 2025 sono stati emessi 230.413 APE. Circa il 31% degli edifici certificati appartiene alle classi F e G, rispettivamente il 16,3% e il 14,9%. Le classi dalla A1 alla A4 rappresentano invece complessivamente il 18% degli attestati, con la sola A4 al 6,3%.
Il quadro cambia sensibilmente spostandosi in Piemonte, dove gli APE emessi sono stati 115.063. Qui le classi F e G rappresentano complessivamente circa il 39% delle certificazioni: il 21,4% in classe F e il 18% in G. Gli edifici nelle classi dalla A1 alla A4 sono invece circa il 9%, con la A4 al 3,3%.
E’ però la Liguria a mostrare il peso maggiore delle fasce energetiche meno efficienti tra i tre territori considerati. Nel 2025 sono stati emessi 45.538 APE e circa il 53% delle certificazioni riguarda edifici nelle classi F e G: il 24,7% in F e il 28,3% in G. Le classi dalla A1 alla A4 si fermano complessivamente al 6%, con la sola A4 all’1,6%.
Dietro la media regionale, inoltre, emergono differenze territoriali significative. In Lombardia la quota più elevata di APE nelle classi A si registra a Sondrio, con il 30%, seguita da Brescia al 25% e Bergamo al 20%; sul fronte F e G, invece, Pavia arriva al 45%, Mantova al 43% e Cremona al 42%.
In Piemonte Cuneo registra il 14% di certificazioni nelle classi A, Novara l’11% e Asti il 9%. Le classi F e G sono invece particolarmente diffuse a Biella, con il 58%, a Vercelli con il 56% e nel Verbano Cusio Ossola con il 49%. In Liguria, infine, la quota maggiore di APE nelle classi A si trova a Savona, con il 9%, seguita da La Spezia e Imperia, entrambe al 7%, e Genova al 4%. Guardando invece alle classi F e G, Genova raggiunge il 59%, La Spezia il 57%, Imperia il 46% e Savona il 43%.
Numeri diversi, dunque, che restituiscono fotografie territoriali differenti ma riportano tutti alla stessa domanda: come accelerare la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente? Negli ultimi anni una spinta importante è arrivata dai bonus edilizi. Secondo le stime di Nomisma citate da Saie, gli interventi avrebbero consentito all’Italia di raggiungere il 56% degli obiettivi fissati al 2030 dalla Direttiva Case Green. Un risultato che, secondo il comunicato, non sarebbe però sufficiente a garantire il completamento del percorso: servono un piano di attuazione definito e investimenti costanti per evitare che la riqualificazione rallenti proprio mentre gli obiettivi energetici diventano più stringenti.
Il tema non riguarda soltanto l’efficienza degli edifici. La riqualificazione coinvolge infatti una filiera ampia, dalle imprese ai professionisti, dai produttori di materiali e tecnologie agli installatori. Intervenire sugli immobili significa mettere in campo competenze, innovazione e nuove soluzioni, con ricadute anche sul lavoro e sul valore degli edifici.
La fotografia restituita dalle certificazioni energetiche del 2025, insomma, non è soltanto una raccolta di percentuali. Dietro quei numeri ci sono migliaia di abitazioni, famiglie e condomini chiamati ad affrontare una trasformazione che riguarda contemporaneamente consumi, costi, qualità dell’abitare e valore degli immobili. E se la presenza di edifici nelle classi energetiche più efficienti rappresenta un segnale di cambiamento, la quantità ancora consistente di certificazioni nelle classi F e G indica quanto il percorso della riqualificazione sia ancora aperto.