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La fotografia Istat dei cambiamenti: meno posti letto, più anziani con più patologie

Nel 2024 il numero di medici specialisti ogni mille residenti era pari a 3,3 in Piemonte, 4,3 in Liguria e 3,4 in Lombardia. La Liguria presenta quindi il valore più elevato tra le tre regioni considerate.

La fotografia Istat dei cambiamenti: meno posti letto, più anziani con più patologie

Trent’anni di sanità del Nordovest raccontati attraverso alcuni numeri Istat in un’audizione alla Camera. Lombardia, Piemonte e Liguria hanno oggi un’offerta ospedaliera molto diversa da quella del 1996: in tutte e tre le regioni il numero di posti letto ordinari per abitante è diminuito sensibilmente. Nello stesso periodo sono calati anche i tassi di dimissione ospedaliera.

I posti letto: da oltre cinque a poco più di tre ogni mille abitanti

Nel 1996 il Piemonte disponeva di 5,6 posti letto ospedalieri ordinari ogni mille residenti. Nel 2023 il valore era sceso a 3,2. In Lombardia si è passati da 6,4 a 3,2 posti letto ogni mille abitanti, mentre in Liguria la riduzione è stata ancora più marcata in termini relativi: da 7,1 a 3,2. Il dato più recente, dunque, è identico per le tre regioni: 3,2 posti letto ogni mille residenti. E’ cambiata anche la composizione dell’offerta. I posti letto nelle strutture private accreditate rappresentavano nel 2023 il 23% del totale in Lombardia, il 20,5% in Piemonte e il 5,4% in Liguria. Nel 1996 erano rispettivamente il 19,3%, il 16,8% e il 4,8%. La riduzione dei posti letto è un dato oggettivo; il maggiore o minore ricorso al privato accreditato rappresenta invece una caratteristica della struttura dell’offerta sanitaria regionale.

Anche le dimissioni ospedaliere sono diminuite

Il secondo indicatore conferma una trasformazione dell’attività ospedaliera. Nel 1996 il tasso di dimissione dalle strutture pubbliche era di 136,6 per mille residenti in Piemonte, 192 in Liguria e 153,6 in Lombardia. Nel 2023 i valori erano scesi rispettivamente a 83,8, 101,4 e 83,4 per mille. Anche nelle strutture private accreditate il quadro è diverso da quello di trent’anni fa: il tasso di dimissione è passato da 12,8 a 10,5 per mille in Piemonte, da 1,5 a 4,4 in Liguria e da 24,9 a 20,7 in Lombardia. Il calo delle dimissioni indica una diminuzione del ricorso al ricovero rispetto al 1996.

Quanto spendono direttamente le famiglie

Un altro capitolo riguarda la spesa sanitaria privata. In questo caso i dati disponibili sono nazionali, non regionali. Nel 2024 le famiglie italiane hanno sostenuto direttamente 42,791 miliardi di euro di spesa sanitaria. Nel 2019 erano 37,108 miliardi. Nel 2020 il valore era sceso a 34,315 miliardi, per poi risalire negli anni successivi. Nel 2024 la voce più importante è stata quella dell’assistenza sanitaria per cura e riabilitazione, con 19,712 miliardi di euro. Di questi, 17,687 miliardi riguardavano l’assistenza ambulatoriale. I prodotti farmaceutici e gli altri apparecchi terapeutici hanno rappresentato 15,261 miliardi, mentre l’assistenza sanitaria di lunga durata ha raggiunto 4,827 miliardi.

Il problema dell’invecchiamento

E’ soprattutto guardando alla popolazione anziana che emergono bisogni sanitari potenzialmente più complessi. Nel 2025, secondo l’Istat, la multimorbilità tra le persone di 65 anni e più riguardava il 49,3% degli anziani in Piemonte, il 57,5% in Liguria e il 53,9% in Lombardia. Tra le donne i valori erano ancora più elevati: 54,2% in Piemonte, 62,9% in Liguria e 57,8% in Lombardia. Tra gli uomini, rispettivamente, 44,1%, 51,8% e 50%.

Gli specialisti

Nel 2024 il numero di medici specialisti ogni mille residenti era pari a 3,3 in Piemonte, 4,3 in Liguria e 3,4 in Lombardia. La Liguria presenta quindi il valore più elevato tra le tre regioni considerate.

Una fotografia, non una pagella

I dati disponibili restituiscono una fotografia precisa, ma non una pagella dei sistemi sanitari regionali. Il dato più evidente è la riduzione dell’offerta ospedaliera. I numeri però non dicono, da soli, se il sistema sia più o meno efficiente rispetto al passato. Dicono però che l’offerta ospedaliera, la composizione dei servizi e i bisogni della popolazione sono cambiati profondamente.