Un igloo di Mario Merz, il Doppio igloo di Porto, con la sequenza di Fibonacci, accoglierà i visitatori davanti all’ingresso dell’Istituto Nazionale Oncologico Candiolo.
L’opera, installata in modo permanente, nasce dalla collaborazione tra la Fondazione Allegra Agnelli per la Ricerca sul Cancro e la Fondazione Merz per celebrare i quarant’anni della Fondazione Agnelli. Un progetto che porta l’arte contemporanea nel cuore di un ospedale oncologico, in un’esperienza definita unica al mondo. «Chi entra a Candiolo non smette di essere una persona per diventare un paziente – sottolinea Allegra Agnelli, presidente della Fondazione Allegra Agnelli per la Ricerca sul Cancro – In quarant’anni abbiamo costruito un istituto dove la ricerca e la cura raggiungono il livello più alto possibile ma la cura non è solo la terapia: è anche ciò che si vede uscendo da una visita, il tempo dell’attesa, lo sguardo di chi accompagna». Per Agnelli, l’opera di Merz «riconosce che davanti a noi c’è una vita intera, non una malattia». Il rapporto tra l’igloo e il contesto di cura è affidato anche al simbolismo della sequenza di Fibonacci, elemento ricorrente nella ricerca artistica di Merz e richiamo alla crescita e ai ritmi della natura. «L’Igloo e la sequenza di Fibonacci raccontano l’energia vitale della natura che si rinnova costantemente», osserva Beatrice Merz, presidente della Fondazione Merz, secondo cui l’arte può diventare «uno stimolo» e offrire sollievo, contribuendo al benessere della persona. L’iniziativa coinvolge anche il Gruppo Building, che ha sostenuto il progetto.
«La bellezza e l’armonia visiva sono elementi essenziali per rigenerare gli spazi e migliorare la qualità della vita di chi li abita», afferma il presidente Piero Boffa. A completare il progetto è la collaborazione con Intesa Sanpaolo e Gallerie d’Italia, una partnership culturale sviluppata negli anni attraverso progetti fotografici, le campagne Life is Pink e Life is Blu e altre iniziative dedicate ai luoghi della fragilità. «Bellezza e cura possono camminare fianco a fianco», sottolinea Antonio Carloni, vicedirettore delle Gallerie d’Italia. L’iniziativa, nata da un’idea di Simone Battisti, sarà raccontata in un catalogo pubblicato da Allemandi e presentato in occasione di Artissima 2026.